Le scarpette di cristallo sono esaurite

Le scarpette di cristallo sono esaurite

Prendete Ryan Gosling. Non troppo bello, non troppo espressivo, non troppo inavvicinabile, ma tremendamente sexy. Ecco, quel Ryan Gosling lì, icona del moderno principe azzurro, probabilmente non è Ryan Gosling neanche lui. Perché il principe azzurro (quello che noi femminucce abbiamo in mente da quanto siamo alte come un soldo di cacio) con ogni probabilità non esiste. Ma esistono, ahinoi, tanti “aspiranti principi azzurri”, dai quali, spesso, è meglio guardarsi bene. Anche se a volte non è per niente facile, e non perché i maschi recitino una parte fingendo di essere chi non sono, ma perché noi femmine ci ostiniamo a farci film su film, a trovare giustificazioni, a creare alibi, a cercare spiegazioni che non arriveranno mai. Già al primo appuntamento l’aspirante principe azzurro ci manda tutta una serie di segnali –chiari, lampanti, lucenti –per farci capire di che pasta è fatto. Ad esempio si ostina a fissare il culo della cameriera, oppure parla solo di lavoro, oppure è troppo preciso, ordinato, asettico, o peggio ancora non offre. Ma noi –disilluse Cenerentole waiting for scarpetta di cristallo a qualunque costo –minimizziamo, facciamo finta di niente, mentiamo a noi stesse. E poi, dopo un po’finiamo a piangere sulla spalla della nostra migliore amica chiedendoci: “Ma come ho fatto a starci tutto questo tempo?”...

Roberta Lippi, classe 1974, autrice televisiva e radiofonica, dà alle stampe il suo secondo manuale di self-help “sentimentale”. Il primo, pubblicato nel 2015 sempre per i tipi di Imprimatur, si chiama E comunque non sei Kate Moss. Il titolo la dice lunga, così come quello del presente manuale, che ricorda senza mezze vie, senza indorare la pillola, senza attutire il colpo, che il principe azzurro non esiste, le scarpette di cristallo sono belle che andate e “farsi i film” con gli uomini proprio non ha senso. In questo libro la Lippi guida tutte le addormentate principesse sul pisello in un percorso che va dal primo appuntamento fino all’addio. Lo stile è ironico, scanzonato e irriverente. Spazio alle parolacce (non troppe, non troppo brutte, solo quelle giuste al momento giusto) e alle metafore iperboliche e stravaganti. I capitoli sono brevi e taglienti e leggerli diventa un piacere, perché l’autrice, mettendo le lettrici davanti ai fatti compiuti nudi e crudi, sdrammatizzandoli con la giusta dose di ironia, riesce sempre a strappare un sorriso. Un manuale da comprare per se stesse, ma anche da regalare all’amica che si è appena lasciata col suo lui, o –meglio ancora –all’amica che millanta di aver appena incontrato il Ryan Gosling di turno.



 

 

 

 
 
 
 

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