Le sette sorelle – La ragazza nell’ombra

Le sette sorelle – La ragazza nell'ombra
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Pa’ Salt l’ha chiamata Asterope, come una delle Pleiadi che brilla nel cielo insieme alle sue sei sorelle, ma lei preferisce farsi chiamare Star: nome breve e di poche pretese come in fondo è sempre stata lei da quando ha memoria. Ora che Pa’ è morto, il castello di Atlantis e i dolci ricordi d’infanzia lontani e le sue cinque sorelle sparse per il mondo, Star ha finalmente il tempo di riflettere su se stessa e sul suo passato. Quella porta non è mai stata aperta da quando Pa’ Salt l’ha adottata, né lei né le altre hanno mai conosciuto le loro origini, e forse è giunta l’ora di scoprirle per aprirsi al futuro. Prima di morire Pa’ le ha lasciato un indizio: una piccola pantera in onice e ambra e un nome, Flora MacNichol... È il 1909 e Flora trascorre le sue giornate esplorando la natura delle Lakelands, innamorata di Esthwaite Hall e dell’aria decadente e familiare che si respira tra le sue mura logore. Sua madre Rose e suo padre Alistair non hanno potuto farla debuttare a Londra per mancanza di soldi, ma a lei non importa, le bastano i suoi amici animali la passione per la botanica e il disegno a riempire le sue giornate, almeno finché Lord Archie Vaughan non fa capolino nella sua vita abitudinaria e in quella della sua amata sorella Aurelia…

Un filo invisibile lega le esistenze di Asterope e Flora, l’una ventisettenne alla ricerca di sé nella Londra del 2007, l’altra alle prese con le rigide convenzioni dell’età edoardiana. Un mistero che è solo l’inizio di una lunga catena di segreti e bugie, che affiorano a galla come il relitto di una nave fantasma. Tra i giardini incantati del Lake District britannico e gli scaffali polverosi di una libreria affacciata su Kensigton Church Street, continua la saga de Le sette sorelle, insieme affresco storico e romanzo d’appendice, apoteosi di ricordi persi e ritrovati. Superate le prime cento pagine che scorrono lente, come un buon vino la storia decanta e rapisce il lettore, mentre sprazzi dell’incanto senza tempo di Jane Austen fanno capolino qua e là tra i diari di Flora. Come Pa’ scrive a Star incoraggiandola nella sua ricerca “(…) Nel corso degli anni che ho speso su questa terra ho imparato che nulla può restare per sempre com’era, e aspettarsi questo, ovviamente, è il più grande errore che una persona possa commettere. Il cambiamento arriva, che lo si voglia o no, e in modi diversi”. Il cambiamento è necessario alla metamorfosi di Star da bruco a giovane a farfalla, solo la conoscenza del passato può aprirle le ali, anche se il difficile in fondo è spiccare il volo. Una storia al femminile che parla di indipendenza e coraggio, ove figurano en passant Beatrix Potter e Vita Sackwille West, l’una illustratrice per l’infanzia l’altra poetessa dalla vita scandalosa, totem di quella letteratura in rosa che ha segnato il primo ‘900 inglese. Aspettando i prossimi cinque volumi della saga, non resta che godersi una Lucinda Riley ispirata.



 

 

 

 
 
 
 

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