Le sorelle

Le sorelle
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Due gemelle, una morta e l’altra profondamente segnata che cerca di sopravvivere. Tenta Abigail di non cedere, ma nel suo intimo è certa che sia colpa sua se Lucy è morta, e non c’è farmaco non c’è rassicurazione di genitori amici e medici che possa farle trovare pace; si è trasferita da Londra a Bath, ma anche lì vede la sorella ovunque, poi si ricorda che non c’è più, ma quando vede Bea il cuore ha un sussulto, è identica a Lucy e a se stessa ovviamente, la avvicina con uno stratagemma e quando Bea la accoglie come fossero amiche, si convince che sia la volta buona, che potrà riscattare la sua colpa. Beatrice è un’artista ed è una gemella, saprà capire il suo dramma. Come in un vortice improvviso Abi si trova a lasciare il triste appartamento in cui vive da sola e ad andare a vivere nella grande casa di Bea e Ben – il fratello gemello ‒ dove ci sono anche altre due coinquiline Pam e Cass. Una situazione idilliaca, la casa è accogliente spaziosa, il clima che vi si respira è di complicità di affetto fino a quando fra Abi e Ben scoppia la scintilla, l’amore trasforma il sogno in un incubo. Sospetti bugie tradimenti e il passato che incombe. Verità che si palesano una dopo l’altra intrecciandosi lentamente come serpi velenose…

Una mente, l’altra è morta. Questo l’incipit della presentazione del libro e fa davvero venir voglia di leggerlo: le aspettative però vengono disattese già sin dalle prime pagine. Si intuisce che il mistero della morte di Lucy è qualcosa che si rivelerà piuttosto banale e il prosieguo della storia è in bilico fra l’improbabile e il poco credibile. I protagonisti, tutti trentenni, vivono come sarebbe più consono a degli universitari con almeno dieci anni in meno, si infilano in situazioni al limite della stupidità, ai livelli di Scary movie per intenderci. Per chi non sia affetto da mania di perfezionismo e non cerchi una narrazione veloce e adrenalinica è un onesto esordio, sicuramente non indicato per chi si aspetti un thriller di quelli che ti tengono col fiato sospeso. Non è nemmeno un giallo tecnicamente parlando, perché salvo la sorella che è già morta non ci sono reati né investigatori, diciamo che si tratta di un’analisi psicologica di quanto può essere sconvolgente la vita dei gemelli vista da diversi punti di vista, degli stessi fratelli e di chi con loro divide la quotidianità. Due brutte storie del passato che influenzano inevitabilmente il presente. Unico colpo di scena che in qualche modo dà un senso all’intera storia nell’ultimo capitolo, che bisogna però avere la pazienza di raggiungere.



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