Le stelle di Noss Head ‒ Rivalità

Le stelle di Noss Head ‒ Rivalità
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St. Andrews non è esattamente come Hannah se l’aspettava, i corsi all’università sono impegnativi e la Scozia le sta riservando sorprese inimmaginabili. La sua compagna di stanza Tarja arriva dalla Finlandia e sembra un tipo a posto anche se in fatto di cibo ha gusti strani, ma l’iniziazione da matricola è stata tutt’altro che piacevole, Hannah ha persino dovuto cantare. Per fortuna c’è Leith insieme a lei, è più avanti negli studi e Hannah non riesce ancora credere che sia il suo ragazzo, il suo irresistibile-favoloso-ragazzolupo dagli occhi verdi, ancora più iperprotettivo ora che si trovano in un territorio in cui i lupi non sono i soli tipi pericolosi, perché come sta per scoprire la St. Andrews nasconde più di un mistero. Un esclusivo circolo di studenti tutti coi capelli biondi e la pelle diafana si aggira nel campus, e Darius ‒ il tipo enigmatico che le ha fatto l’iniziazione ‒ sembra esserne il capo, ma a dispetto di tutto quel ragazzo la incuriosisce, anche se Leith vuole che ne stia alla larga, anche se sospetta che sia un angelo nero...

 

 

Tornano le Le stelle di Noss Head con un nuovo capitolo intitolato Rivalità, incentrato sull’ancestrale antagonismo tra lupi mannari e vampiri, questi ultimi declinati nella variante alata indenne ai raggi solari. Hannah e Leith che ormai fanno coppia fissa ‒ nonostante lei sia umana ed ex scettica sul soprannaturale e lui tutto muscoli e pelliccia ‒, dovranno affrontare nuove prove che mettono a repentaglio il loro amore. Ma del resto non c’è urban fantasy che si rispetti senza triangoli amorosi e innumerevoli “ostacoli con le zanne” da affrontare! Ed ecco per l’appunto che fanno capolino Darius e i suoi angeli neri, ibridi perfezionati di vampiri e strigi, studenti modello col vizietto sporadico di trangugiare sangue umano, in aperta rivalità col branco di wolfman di St Andrews. Il resto della storia lascia poco spazio alle sorprese e risulterà familiare ai lettori avvezzi a Twilight, orfani di Stephenie Meyer e dei suoi cadaverici Cullen. Ciononostante risulta difficile schiodare gli occhi dalla pagina, la trama coinvolge e attacca alla sedia anche i più refrattari all’universo paranormal romance. Sophie Jomain ‒ che all’attivo ha dodici romanzi e in Francia ha già pubblicato i tre tomi mancanti della saga di Noss Head ‒, è capace di architettare un botto finale che blocca la saliva in gola, aggiungendo la sua alle firme più blasonate del genere.



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