Le stelle di Noss Head ‒ Vertigine

Le stelle di Noss Head ‒ Vertigine
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Due mesi interi da trascorrere in Scozia, a Wick, altro che spiagge assolate e acqua cristallina in Costa Azzurra! Ad Hannah tocca passare le vacanze estive nella fredda landa scozzese, dalla nonna Elaine, e probabilmente si annoierà a morte. Ma è il compleanno della nonna e deve pur assolvere a quelli che suo padre chiama “doveri”, anche se lei di anni ne ha diciotto e vorrebbe fare tutt’altro, magari stare con la sua amica Sissi a parlare di ragazzi, anche se a dirla tutta ancora non ne ha uno. Nessun principe all’orizzonte che cavalchi un destriero bianco, neanche l’ombra finché, appena messo piede all’aeroporto di Inverness, uno schianto di ragazzo la afferra al volo prima che possa cadere. È un attimo, un frammento di secondo e incrocia i suoi occhi simili a smeraldi precipitandoci dentro come in un vortice. Ma lui chi è e che ci fa un tipo tanto figo sotto le luci del faro di Noss Head? Si chiama Leith Sutherland, e nasconde un insospettabile segreto…

Ogni storia d’amore ha un inizio, e quella sbocciata tra Hannah e Leith ha le sue origini a Wick, in terra di Scozia, tra verdi vallate e ululati di cornamuse. Lei una giovane umana in vacanza dalla Francia, lui uno splendido esemplare di Lupus, una tra le cinque razze di licantropi tra quelle esistenti (le altre sono Homid, Glabro, Crinos e Hispo), caratterizzata dagli occhi di un verde brillante, una stazza imponente e la capacità di pensare ancora come un umano anche dopo la trasformazione. Uomini e lupi, si sa, fanno fatica ad andare d’accordo, ma i licantropi di Noss Head fanno eccezione e Leith e Hannah sono attratti l’uno dall’altra come una calamita. Amore in chiave paranormal romance quello declinato dalla francese Sophie Jomain, che inizia la saga Le stelle di Noss Head propiziando un incontro fortuito tra i due protagonisti. Ispirata per sua stessa confessione dalla lettura di Twilight, ormai divenuta saga per antonomasia del genere, la Jomain plasma i suoi personaggi rileggendo miti e leggende sui licantropi, facendo ruotare l’intera vicenda attorno ai cuori palpitanti dei due giovani. In fondo dopo Edward Cullen e Bella Swan tutto è lecito, Stephenie Meyer ha aperto il vaso di Pandora e i discendenti di vampiri e lupi mannari scorrazzano indisturbati in tutte le librerie da due lustri. Ma se la scrittura precisa e accattivante della Jomain non bastasse a causare vertigini alle lettrici più romantiche, a fare il resto ci pensano gli occhioni verdi di Leith!



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