Le storie di Alioscia K.

Le storie di Alioscia K.
Un professore di chimica invita gli studenti a bere l’acqua che scende dal Duomo di Milano per essere milanesi. Una lettera/confessione trovata sulla linea verde tra Moscova e Garibaldi. I tentennamenti di uno scrittore in erba che non riesce a trovare il soggetto del suo prossimo bestseller. La lezione di Emanuele Severino, il più grande filosofo vivente, al Teatro Dal Verme. La storia tragica dell’incidente mortale al bidello della scuola. Un amico delle elementari che toglie il saluto. I colleghi di lavoro che ipotizzano nuove teorie esegetiche su Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde tirando in ballo Jung e Yang (sic!). Una lettera sulla spazzatura a Corrado Augias. Le pause-pranzo salatissime nei ristoranti milanesi. Un libro di Heidegger che salva la vita. Un appuntamento che va a buca per una rosa di cioccolato. I ricordi della gita a Venezia e dei primi innamoramenti per le scollature delle compagne di classe. Un pesce d’aprile da scrivere sul gesso...
Questi ed altri momenti di vita vissuta (o desiderata), narrati in brevi racconti dal fondatore dei Lacuna Coil. Il libretto, finalista al Premio Calvino 2010, è una velocissima carrellata di pensieri e fotografie che delineano in una specie di diario metropolitano (i racconti sono inframmezzati anche da fatti realmente accaduti in Italia negli ultimi anni) la personalità sfaccettata di Alioscia K: un giovane che secondo la presentazione “soffre di pigritudine” e che nonostante questo è “un tipo dinamico”. Uno pseudofilosofo e antropologo metropolitano infatuato del gentil sesso (spassosi i tentativi alle volte anche riusciti di abbordare le ragazze in metropolitana), che nel raccontarsi sembra avere più di qualche debito con lo stile di Paolo Nori. Zagaria usa infatti frasi colloquiali brevi, immagini che trasferiscono sulla pagina una dinamicità piacevole e ben strutturata, che in molti casi lascia finali irrisolti, come brevi haiku giapponesi. Dice bene il giudizio della giuria del premio Calvino: “una comicità sorridente e dissacrante sulla società di oggi, sulla vita di un uomo qualunque nella città”. A quando un romanzo?

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