Le tenebre e il sole

Idi di settembre dell’817 ab Urbe Condita, ossia 13 settembre del 64 dopo Cristo. A Forum Cornelii fa ancora molto caldo, nonostante la stagione estiva stia volgendo al termine. Lo schiavo Galeno viene avvertito con urgenza da Valeria ‒ la moglie del suo padrone, il prefetto Publio Decio Andronico ‒ che a Roma è successo qualcosa di molto grave. Gaio Svetonio Paolino infatti si è presentato a casa sua di corsa e sembra molto agitato. Sono già tre anni che il prefetto si è ritirato a vita privata, dedicandosi completamente alla gestione dei suoi possedimenti in Aemilia e questa visita è del tutto inaspettata. Dopo il suo ritorno dalla Britannia, si prospettava per lui un cursus honorum folgorante all’interno dell’amministrazione imperiale, ma la voglia di pace e tranquillità ha preso il sopravvento. La questione è molto grave: Roma è stata colpita da un’immane catastrofe, un incendio disastroso che l’ha scossa nelle fondamenta. Un incendio doloso certamente, un vero e proprio attacco terroristico di cui viene incolpato immediatamente un gruppo di fanatici cristiani. Il caso sembrerebbe chiuso quindi anche se, dopo qualche giorno dal verdetto, iniziano a venire a galla le prime incongruenze nella ricostruzione dell’episodio. Si arriva così persino a pensare al coinvolgimento di qualcuno all’interno delle istituzioni. Proprio per questo motivo, Andronico viene richiamato nell’Urbe con urgenza per indagare a fondo sull’accaduto e scoprire così i colpevoli…

 

 

Alessandro de Francesco nel suo Le tenebre e il sole già con la scelta della citazione in esergo ci fa comprendere immediatamente lo stile del romanzo: “Non hic Centauros, non Gorgonas Harpiyasque invenies: hominem pagina nostra sapit, Qui non troverai né Centauri, né Gorgoni, né Arpie: la mia pagina sa di uomo” - Marco Valerio Marziale, Epigrammi, X, 4. L’autore, sullo sfondo di un romanzo storico canonico, incardina la narrazione delle vicende umane e personali del prefetto Andronico e dello schiavo Galeno. Le due vite fanno da contraltare l’una all’altra e il viaggio da Forum Cornelii a Roma assume i contorni di un vero e proprio viaggio iniziatico, come in un romanzo di formazione. I due potranno rivedere i luoghi dell’infanzia e fare così i conti con il proprio passato. La componente umana ha quindi un impatto emotivo molto elevato e arricchisce il plot storico di sfumature che lo rendono molto diverso rispetto alle altre opere simili attualmente sul mercato. I richiami alla modernità sono innumerevoli e, sia per via dei ritratti psicologici dei personaggi che per le tematiche legate ai veri responsabili del celebre incendio di Roma, il lettore avrà molto spesso l’impressione di avere tra le mani un thriller à la Tom Clancy. De Francesco, laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna, è un autentico esperto del genere dato che Le tenebre e il sole è il suo terzo romanzo storico dopo Come il grano a giugno, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, e Le stelle di Mactàn, con protagonisti Magellano e Pigafetta.



 

 

 
 
 
 

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