Le tre vite di Moses Dobrushka

Le tre vite di Moses Dobrushka

Il 12 Luglio del 1753 a Brünn, in Moravia, nasce Moses (Levi) Dobrushka, alias Franz Thomas von Schönfeld, alias Junius Frey. Tre nomi e tre vite fitte di collegamenti, rimandi, mistificazioni e manifestazioni. Alla prima educazione ebraica e rabbinica si affianca il segreto avvicinamento al sabbatianesimo, il messianismo eretico professato dai seguaci del messia cabalista Shabbatay Zevi. Moses Dobrushka ottiene dal padre il permesso di studiare il tedesco e il latino, e così coltiva il suo profondo interesse per la poesia tedesca. La sua carriera letteraria comincia a muoversi e a formarsi sotto il segno del frankismo, setta ebraica legata al profeta Jacob Frank, metamorfosi del sabbatianesimo. Nel 1775 Moses Dobrushka si converte al cattolicesimo, così come i suoi fratelli e le sue sorelle. Il nome adottato da tutti è Schönfeld. La prima metamorfosi: Moses diventa Franz Thomas Schönfeld e si trasferisce a Vienna. Si avvicina ai circoli dei razionalisti ‘illuminati’ e manifesta la propria simpatia per Giuseppe II. Fermentano gli studi, le amicizie letterarie, le conoscenze. Contribuisce e collabora alla fondazione dell’ordine massonico di orientamento teosofico-cabbalistico i “Fratelli Asiatici”, legati a loro volta al sabbatianesimo. Allo scoppio della Rivoluzione Francese Schönfeld è a Strasburgo, si mette in mostra come uno dei giacobini più attivi. È del 1793 una sua opera di ispirazione giacobina: Philosophie sociale dediée au peuple françois. Altra metamorfosi: Schönfeld diventa Junius Frei. Nel 1794, quarantenne, Junius Frei sale sul patibolo con Danton, da giacobino…
Giacobino, già paladino dell’illuminismo, prima ancora ebreo convertito. Tre nomi e tre vite. Un mostrarsi pubblico e una corrente in piena segreta. “Identificazione e distanza”. La sua vita è indagata e inseguita nel tratto d’unione dallo studioso israeliano Gershom Scholem, il cui risultato, una conferenza parigina del 1979 in onore di Marc Bloch, è pubblicato da Adelphi in un volume insieme a un saggio di Saverio Campanini sugli studi-avventure (‘desiderata’) dello stesso Gershom Scholem: ricerca nella ricerca. Le tre vite di Moses Dobrushka si immettono nel passaggio-metamorfosi dal messianismo eretico sabbatiano al nichilismo religioso del XVIII secolo, indagandone la natura necessaria e lo storico riversarsi in sembianze e declinazioni. A sua volta, Campanini traccia il ritratto del ‘detective’ Scholem, tra aneddoti, amicizie e polemiche, nei nodi principali, al centro dei quali risuona un flusso ‘dialettico’ di identificazione e distanza.

 

 
 
 
 
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