Le vacanze

levacanze

Finalmente è arrivata l’estate! È ora di lasciarsi alle spalle la fatica del lavoro e godersi le ferie in qualche ameno luogo di villeggiatura. Poche regole: “non portare niente, ma per carità, non dimenticare niente!” e divertirsi. Si stipano le automobili fino allo stremo e tra litigi, canzoni, barzellette e solenni valzer dalle prime autoradio si arriva a destinazione. Si riesumano enormi retini per gamberi, salvagenti, costumi da bagno, si sguinzagliano i padri alla ricerca dell’albergo migliore. Oppure si va in treno – benedetto il biglietto ridotto! – e se il tempo sembra non passare mai ecco che i più piccoli possono divertirsi simulando guasti e tirando scherzi ai malcapitati passeggeri. Le città e i sobborghi si svuotano, le mamme portano i pargoli a curarsi in località salutari come consigliato dalle migliori riviste scientifiche – ogni malessere ha una località prescelta, i bimbi più furbi lo sanno e si preparano da mesi –, i nonni attendono i nipotini, trepidanti di riabbracciarli ma tremanti al pensiero delle loro corbellerie…

Dopo averci fatto sbirciare con Vita di famiglia nella quieta intimità delle famiglie francesi negli anni Cinquanta e Sessanta, la vincente coppia Doisneau-Pennac torna a regalarci un altro curioso salto nel passato con Le vacanze. Occorre fare un passo indietro nel tempo. È il 1936 e il Fronte Popolare appena giunto al governo introduce una sostanziale, sconvolgente novità: le ferie retribuite. È per la Francia l’inizio di una vera e propria rivoluzione dei costumi, cui Léo Lagrange, l’allora Sottosegretario di Stato al Tempo Libero, non manca di aggiungere ulteriori inediti provvedimenti, ad esempio il biglietto ferroviario a prezzo ridotto. “Che cos’era l’estate, Léo, prima che lei la inventasse?”: così il benemerito Lagrange viene osannato dalla penna deliziosamente ironica di Pennac quale artefice di un vero e proprio culto della vacanza, demiurgo di una nuova felicità nonché creatore di quelle epopee orali che sono i racconti delle vacanze (con immancabili diapositive annesse), croce e delizia di ogni parente e amico. E in effetti con l’introduzione delle ferie pagate – per noi oggi un diritto basilare, la normalità – l’estate e il concetto stesso di “vacanza” assumono tratti davvero moderni. I tanto sudati quindici giorni di svago estivo divengono come non mai occasione per esplorare, divertirsi, vivere la propria libertà senza preoccupazioni. L’arte fotografica di Robert Doisneau e la capacità di Pennac di muoversi tra ricordi personali, situazioni verosimili e aneddoti esilaranti ci invitano a trascorrere del tempo a fianco di tutte quelle famiglie francesi che, tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, si trovarono a disporre di tantissime e fino ad allora impensabili possibilità e videro mutare rapidamente le proprie abitudini vacanziere. Lo sguardo intenso dei due artisti registra in due volumi complementari importanti snodi storico-sociali, trascinando i lettori in un viaggio divertente, curioso ed emozionante che senza dubbio vale la pena affrontare.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER