Leader si diventa

Leader si diventa

Il primo metodo per diventare un buon leader è essere curioso come Michael Abrashoff, che grazie a quest’abilità è riuscito a rendere una mediocre corazzata a stelle e strisce una delle eccellenze della Marina Americana, mentre il secondo è ampliare la propria rete di contatti: e quale esempio migliore di Alessandro Magno, formidabile nello stringere alleanze? È bene poi cercare un mentore, e diventarlo in prima persona, alla stregua di come il già nominato – e lo sarà ancora più avanti – figlio di Filippo il Macedone fece con Aristotele: dare l’esempio è poi fondamentale, perché per comandare devi saper indicare la via. Necessario è poi saper pensare fuori dagli schemi, per trovare soluzioni: bisogna inoltre semplificare, non lasciare che sia il tempo a gestire la propria vita bensì l’esatto contrario, imparare a semplificare, a pensare e ad agire strategicamente, a motivare chi sta intorno, infondendo ottimismo, perché piangendosi addosso nessuno è mai andato da nessuna parte, praticare l’esercizio fisico ma coltivare la pigrizia e non dimenticare quanto contino le emozioni…

Aiutati che Dio t’aiuta, si suol dire, ma non solo. L’uomo è un animale sociale, abbiamo bisogno degli altri, e gli altri hanno bisogno di noi, siamo una squadra, siamo tutti sulla stessa barca, dobbiamo cercare a dispetto di tutto, dei capovolgimenti della vita, dei problemi, dei dubbi, delle perplessità, delle incertezze, dei dolori e persino delle antipatie, di sostenerci vicendevolmente per ottenere il miglior risultato complessivo possibile: ognuno deve fare la sua parte. Ma ogni squadra ha bisogno di un capitano, che porti o meno la fascia, di una guida, di un leader: e c’è chi l’attitudine al comando ce l’ha nel DNA. Però leader si può anche diventare: e il sottotitolo del vademecum chiaro, semplice, esplicito, efficace e dal forte impatto motivazionale, scritto – con il corredo di un’amplissima bibliografia – da un ufficiale dell’esercito, un uomo dunque che di missioni se ne intende, dice tutto. 11 metodi per guidare gli altri nel lavoro e nella vita: perché ognuno infatti ha la sua strada da percorrere per arrivare al successo, ha talenti da sfruttare e doti da far valere, attraverso domande da porre a sé e al prossimo suo e gerarchie.



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