Lena e la tempesta

Lena e la tempesta

Lena è tornata nella villa di Levura, isola del Mediterraneo dove suo padre, il grande scrittore Ennio Santoruvo, si rifugiava per scrivere, cercando l’ispirazione. Ora lui, che ha dichiarato di non avere più nulla da raccontare e si è separato dalla moglie (la madre di Lena, Metella Santi), sposandosi con una donna molto più giovane che gli ha dato un figlio maschio, Leone, si è trasferito definitivamente a New York dove insegna in corsi di scrittura e drammaturgia all’Università. Proprio per tutti questi motivi ha regalato la villa delle vacanze estive a Lena. Probabilmente, o almeno così pensa la figlia, si è liberato della struttura perché non volendo più tornare in Italia, non vuole comunque vendere quella casa che ha rappresentato molto in termini di ricordi, rendendolo anche orgoglioso nei confronti degli amici, visto che ha fatto da location per un film di un amico regista. Lena, pur se non si direbbe, non è quella che dovrebbe chiamarsi una ragazza fortunata, felice, dati anche i genitori ricchi. Lei è un’illustratrice, ma per la verità, a parte le belle speranze iniziali, non ha ancora un lavoro fisso e soddisfacente e si barcamena come può con le sue scarse entrate (tanto che decide di affittare la casa di Levura per tirarci su dei soldi). Inoltre ha brutti ricordi legati a quella casa, ricordi che si porta dentro da quindici anni e che non è mai riuscita a rivelare a nessuno. A complicare le cose ci si mette anche un giovane medico, di belle speranze, che lavora come guardia medica sull’isola e che abita il faro proprio accanto alla casa di Lena...

Lena e i segreti. Il suo segreto unico per la verità, rispetto ai tredici che, dicono, si nascondono nelle pieghe della vita di ciascuno di noi. Ma forse il suo segreto vale per tutti e tredici, a giudicare da come le condiziona ogni respiro. E con Lena, Alessia Gazzola ricomincia da capo, abbandonando il suo medico legale, quella conosciutissima Alice Allevi e tutte le situazioni belle e importanti che le ha fatto vivere. Certo lo stile c’è, la capacità di scrivere bene pure e Lena diventa subito un personaggio per il quale si fa il tifo, leggendo con avidità le pagine del romanzo, seguendo i suoi disegni, quei colori con cui si esprime e magari sperando in un “attacco di sincerità” che le permetta di ricominciare a vivere come merita. E certamente nessuno si immagina l’epilogo che travolge tutto e tutti... beh, tutti proprio no, perché il segreto resta comunque (in parte) inconfessato e circoscritto. C’è un confronto continuo tra la protagonista e tutti quelli che incontra. È un confronto solitario, silenzioso, che Lena vive dentro di sé, ma da cui capirà le sue fragilità e i meccanismi incredibili che si scatenano nella sua mente. Praticamente è tutto ciò che la porta a valutare ciò che fondamentalmente importante non è, a scapito dell’amore, del lavoro, dell’amicizia. Forse attraverso il travaglio che lei vive, anche noi dovremmo provare a farci delle domande, magari non propriamente sugli eventi della vita che potrebbero, anche saranno sicuramente diversi, ma sul nostro modo di porci rispetto alla vita, a ciò che ci capita, a quelle complicate macchinazioni dei nostri pensieri di cui rimaniamo spesso vittime.



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