L'enigma delle fragole

L'enigma delle fragole
A ‘s-Hertogenbosch, nell’anno del Signore 1503. Una bottega come tante, al confine con le Fiandre, fredda e rustica, densa di odori. Ma nella cittadina del Nord, in cui è diffusa l’arte della pittura a olio su tavole di legno, il Pittore eccelle. Non capita a tutti i giovani apprendisti infatti di preparare polveri e misture, impastare e mescolare colori per il Maestro Jeroen, «un uomo severo anche se non cattivo: piuttosto […] intimamente percosso da un segreto tormento, spesso chiuso in se stesso e assorbito da indecifrabili passioni». Così Johannes, esterrefatto dal genio del Pittore, si domanda quale sia la cosa più difficile da dipingere, la più difficile di tutte. Per scoprire quasi subito, fra lunghi silenzi e riflessioni, osservazioni su trasparenze e ombre, che l’enigma più misterioso riguarda la rielaborazione immaginifica del Maestro del mondo vegetale…
Un bellissimo giallo dedicato ai segreti delle opere di Hieronymus Bosch: curiose e di grande fascino nascondono significati che ritrovano ai giorni nostri un’attenzione straordinaria, da raggiungere con libera fantasia. A interessare Carmencita Serino, difatti, non è solo il soggetto artistico, come Il Giardino delle delizie rappresentato in copertina, ma anche la scoperta di un prezioso documento dell'antica Tolosa, il cui esame rivela curiose associazioni con gli elementi vegetali raffigurati dal pittore olandese. Trama e intreccio ben presto si dispiegano: l'idea di una portentosa pianta medicinale sembra farsi strada con la conseguenza di suscitare torpidi interessi. Mai, dunque, lettore, abbassare la guardia! Il testo fiammingo del Quattrocento sopra menzionato, invero,  potrebbe intrappolare il team di studiosi pensato dalla Serino in baluginanti insidie e se ciò accadesse, oltre al crearsi di molti pericoli, il complesso di ricerca storica e sperimentazione genetica avvierebbe progressi soltanto sommari, col rischio di perdere un’irripetibile chance. Le brame delle multinazionali farmaceutiche, poi, non sono di certo una novità. La comunità accademica di Cambridge rischia grosso! D'altro canto, come è noto, «quanti misteriosi percorsi seguono le cose! [...] Esse possono guidarci e riunirci, attraverso il tempo, intrecciano le vite degli esseri umani... Forse è solo per questo che ci affascinano tanto! Non è il desiderio di possesso che ci anima», ricorda l’autrice, «è la narrazione... la narrazione che si stratifica nella materia e che noi possiamo raccogliere, se solo sappiamo ascoltare...». Un primo romanzo che sorprende piacevolmente, costruito attorno al cuore di un’opera pulsante di simboli.

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