L'eroe alternativo

L'eroe alternativo
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 
A chi di voi è già capitato di uscire di casa per andare in una laundry a gettoni e di imbattersi in uno dei vostri miti per pura e semplice casualità? A Clide Beresford - adolescenza devota al culto delle fanzine e maturità che sfiora i trenta sorprendendolo ancora precario, sfigatello e invischiato nel circuito della musica indipendente e alternativa - è successo in una mattina apparentemente insignificante. Cammina cammina ed eccolo lì, il leader della band fantasma Thieving Magpies Lance Webster, punta di diamante di un gruppo indie-rock che dal 1990 al 1995 ha letteralmente spopolato, vendendo milioni di copie, salvo poi sparire nel nulla, senza neanche un comunicato stampa ad avvisare le orde di fan...
Beh, che dire, i Marillion hanno davvero composto un album dal titolo "The Thieving Magpie" (letteralmente "La gazza ladra") mentre i Magpies raccontati da Tim Thornton sono frutto della fantasia, eppure – per come li descrive – hanno tutte le carte in regola per essere considerati dei fuoriclasse. La Londra tutta tumulto e creatività di fine anni ’80 – inizio ‘90, con la sua eterna lotta tra britpop e indie-rock è lo sfondo di una vicenda appassionante che fa della musica spina dorsale (con tanto di midollo, vivaddio), alla ricerca delle ragioni per cui una rockstar controversa, ribelle e anticonformista scompare da un giorno all’altro facendo perdere le proprie tracce, quasi non avesse il minimo timore di essere sotterrata tra i ricordi. Clide diviene così una sorta di investigatore nelle pieghe del passato: il suo compito è scoprire il vero percorso di Lance: deve farlo, è una missione a cui non può sottrarsi. Dei Magpies conosce tutto: biografia a menadito, testi delle canzoni, rapporti con gli altri gruppi in auge, pettegolezzi, vezzi, amicizie e rapporti difficili, niente pare coglierlo impreparato. La sua conoscenza del panorama musicale inglese è sconfinata, enciclopedica: spazia dagli Spike Island ai Reading ’91, passando per Nirvana, Carter USM, Snow Patrol, Faith No More, Ned’s Atomic Dustbin. La cosa meravigliosa di questo imperdibile esordio (imperdibile per tutti quelli che hanno in mente una colonna sonora per ogni momento importante) è la tenera comicità con cui Clive si muove in una Londra perfettamente riconoscibile, sempre con la musica nelle orecchie e nelle gambe. Il suo essere un nerd non inficia minimamente l’affetto che il lettore svilupperà per lui e per la sua tenacia, anzi lo rafforza. Allo stesso modo, Lance, che tanto deluse il pubblico in quel suo ultimo concerto, si dimostrerà quello che è: un uomo, con tutte le sue fragilità. Thornton, uno che nella vita ha fatto di tutto, dal ragazzo che consegna i giornali in sella a una bici sino al ‘lampadinaro’ (uno che cambia le lampadine), nella musica ci sguazza da una vita essendo il batterista dei Fink, ed è pronto a sfornare la seconda opera, incentrata su un tema assai delicato: la ricerca da parte delle etichette, a cavallo tra il ’98 e il ’03, di gruppi che assicurassero un successo rapido e immediato (poco importa se dopo un disco si arenavano) a discapito di quel concetto di musica come arte destinata a durare sino a che c’è ispirazione. I paragoni che lo vogliono vicino a Hornby e Coe lasciano a desiderare per una sola ragione: Thornton è un talento naturale, paragonarlo ad altri vorrebbe dire togliere lo smalto che da lucentezza al suo palese carisma. In attesa di ritrovarlo, magari sempre per ISBN che per i musicisti-romanzieri e per il mondo delle note ha un fiuto particolare.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER