Lettera non spedita

Tre donne: Renate, Ilse e sua figlia Ava. Tre storie che si intrecciano tra il passato che vede le prime due giovani adolescenti nella Berlino nazista tra il 1938 e il 1945 e Ava che nel 1968 fugge da Berlino ovest e raggiunge New York per trovare la sua strada. Èil 1989 quando Ava riceve una lettera di un avvocato che le annuncia che sua madre Ilse, che non vede da un decennio, è morta e le ha lasciato delle lettere nelle quali è narrata la sua storia. Sono lettere che Ilse ha scritto a Renate la sua amica e che non ha mai spedito. Esse custodiscono dei segreti e danno risposte alla domanda angosciante che ha segnato la vita di Ava. Chi era suo padre? E perché Ilse non ha mai voluto parlarne, chiusa in un ostinato silenzio, fredda e irraggiungibile, di ghiaccio proprio come il colore dei suoi occhi?

La struttura narrativa del romanzo è a grandi balzi nel tempo, fastforward o backforward. Si seguono le storie parallele delle tre protagoniste e ci si ritrova immersi in tempi storici diversi: la Berlino nazista del Terzo Reich, la Berlino divisa dal muro del ‘68, New York degli anni ‘80. I balzi non sono solo temporali ma sono fatti anche tra una storia e l’altra delle tre protagoniste, il loro mondo interiore, le loro esperienze, i loro pensieri, le vicissitudini. Filo conduttore è la verità negata, la bugia e la mistificazione che hanno il potere di congelare le vite in un limbo del non detto e di renderle false, prive di consistenza, sospese. Non solo le storie dei personaggi sono celate dalla spessa coltre di segreti inesplicabili, ma anche la Storia vera nasconde le verità storiche e trasforma atti di brutale e ingiustificata violenza attribuendo loro nomi suggestivi come “Notte dei cristalli”. Questo romanzo, come molti altri del genere pubblicati in questi anni, sembrano avere lo scopo di raccontare vicende umane di singoli individui occultate nel silenzio della noncuranza e della vergogna per l’orrore che sottintendono e che sono anche la testimonianza di un passato funesto che non va dimenticato. Ricordare per non commettere gli stessi terribili errori. La scrittura è ricca di spunti poetici ed eleganti, narrata senza eccessi, con garbo e con una nota malinconica costante e struggente. Una caligine dolorosa che permea ogni pagina e si esprime come un senso di oppressione. A volte la forza narrativa sta nel raccontare distaccato, freddo degli avvenimenti; momenti il cui peso è reso più brutale dalla cronaca cruda e senza fronzoli che risulta ancora più brutale. L’aria di mistero che aleggia fa presagire che ciò che verrà svelato non porterà alla luce qualcosa di luminoso, ma altre tenebre. Il messaggio finale però è il trionfo dell’umanità sulla potenza disgregante del male che da sola ha il grande potere di cancellare come un colpo di spugna tutte le brutture che l’essere umano sa immaginare.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER