A letto con David

A letto con David
David Lynch, regista visionario per eccellenza ad Hollywood, è in realtà un artista a tutto tondo: pittore, musicista, attore, sperimentatore e precursore dei tempi. Di un film si dice lynchano, intendendo un lavoro dalla difficile comprensione, sicuramente lisergico, sospeso tra sogno e incubo, facendo del suo cognome un aggettivo, come Federico Fellini insegnava a sottolineare. Il suo successo esplode con I misteri di Twin Peaks, serie tv di inizio anni '90 che segna un punto di non ritorno dopo il quale la qualità dei prodotti del piccolo schermo tenderà (fino ad estremi odierni) sempre di più a quella del cinema. Tanti i suoi film simbolo, da Cuore Selvaggio a Velluto Blu, passando per The Elephant Man e Strade Perdute, ma probabilmente quello su cui si è scritto e speculato resta Mulholland Drive, capolavoro inarrivabile del cinema del Nostro…
Stefano Brenna, già autore dell'ottimo Woody Allen. Guida a un uso responsabile, si ritrova a fare nuovamente i conti con un mostro della settima arte contemporanea. Con qualcuno su cui si è davvero scritto tutto e il contrario di tutto. Di David Lynch non si è occupata solo la critica cinematografica, ma gli artisti tutti, i quotidianisti, e perfino i giornali di gossip e generalisti. Insomma, confrontarsi con una mole di letteratura del genere non era affatto semplice. Soprattutto considerato il livello di specificità di alcuni testi, primi fra tutti quelli con cui si è (futilmente) cercato di spiegare la cripticità di Mulholland Drive. Andava allora cercato un modo alternativo per avvicinarsi al regista del Montana. L'autore trova una soluzione neanche troppo originale, ma evidentemente efficace: mischia un po' di elementi biografici con un'attenta analisi filmica, non dimenticandosi di infarcire tutto di riferimenti alla società, al pubblico e al mercato. La prosa? Non saggistica, ma più vicina a quella del romanzo, attenta ma non impegnativa nella lettura, che è sempre scorrevole e poco pretenziosa. Brenna riesce quindi a tirar fuori qualcosa che parla di Lynch senza le esagerazioni speculative cui siamo abituati quando leggiamo del regista di Fuoco Cammina Con Me, confezionando un libro che non sconvolge per teorie e visioni innovative ma riesce a fotografare un personaggio tanto multitasking.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER