Leviatano

Leviatano
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Peter Aaron, scrittore ormai affermato, riconosce in un terribile fatto di cronaca letto su un trafiletto di un giornale locale – 'Sei giorni fa un uomo si è fatto saltare in aria sul ciglio di una strada del Wisconsin del nord' – la morte tragica del suo migliore amico, Benjamin Sachs. Non può confessare a nessuno come mai una notizia di cronaca così vaga possa fornirgli quella certezza, non può dirlo a sua moglie e non può dirlo agli agenti dell’FBI giunti ben presto a casa sua a porgli delle domande. Di una cosa è certo: non ci vorrà molto tempo perché le indagini facciano il loro corso e si scopra tutto,  e allora la verità sarà resa di pubblico dominio. Così decide di fare l’unica cosa che sa fare meglio: scrivere. Scrive di come lui e Benjamin si sono conosciuti, della loro amicizia, del legame profondo che li ha uniti in passato e che li unirà sempre, del concatenarsi casuale degli eventi che li hanno portati per vent’anni ad essere spesso l’uno vicino all’altro nonostante le traversie della vita, dell’amore per la scrittura che li accomuna, delle loro famiglie, dei silenzi complici e delle lunghe e accese discussioni. Ricostruisce gli ultimi anni della vita di Ben, quelli che nessuno conosce, quelli di cui lui è unico e solo depositario…
Quanto il caso determina le nostre scelte di vita? Quanto un incontro può cambiare radicalmente le nostre prospettive? Paul Auster, uno dei più celebri e prolifici autori contemporanei, tocca uno dei temi a lui più cari e che può essere considerato un vero e proprio filo rosso della sua produzione letteraria: l’importanza della casualità degli eventi e l’effetto domino che quest’ultima implica. La vita di Benjamin e di Peter non fa che intrecciarsi, aggrovigliarsi, spingerli sempre l’uno verso l’altro anche quando – come può accadere fisiologicamente a tutti noi – capita loro di allontanarsi per le ragioni più disparate. New York, di una bellezza quasi struggente, fa da sfondo alla narrazione: il lettore potrà perdersi a Park Slope, nell’Upper West Side, nel cuore di Manhattan, sognare le abitazioni vicino la Columbia University, rifugiarsi nella pace del Connecticut. Le riflessioni sul lavoro dello scrittore impreziosiscono la trama, sempre coinvolgente, senza mai abbassamenti di tensione emotiva: 'Per me la più piccola parola è circondata da acri ed acri di silenzio, e perfino quando riesco a fissare una parola sulla pagina mi sembra della stessa natura di un miraggio, un granello di dubbio che scintilla nella sabbia'.

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