Lezioni di ballo per anziani e progrediti

Lezioni di ballo per anziani e progrediti
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Un uomo racconta ad una ragazza, in un monologo senza freni, la sua vita, iniziando dal ricordo delle sue passeggiate verso la chiesa, non per fede, ma piuttosto per andare “appresso alle belle signorine”, che stavano lì, dove c’era anche la bottega di un certo signor Altman, che, oltre a vendere oggetti vari, come secondo lavoro assicurava le “signorine” nei locali dell’intero distretto. Anche il curato apprezzava tale bellezza, “perché lui coi cappellani c’aveva sfiga”, quei suoi cappellani che erano scappati, sposati o si erano addirittura sparati a causa di un amore impossibile con una di quelle ragazze. Ma per l’uomo andare verso la chiesa era così piacevole tanto da agghindarsi con i pantaloni a righe, atteggiarsi come un diplomatico e mettersi ad osservarle, sotto il sole splendente, quando se ne stavano lì, ad approfittare del sole, a fissare le nuvole ad arte ed accavallavano le gambe all’altezza delle ginocchia facendo “ondeggiare in continuazione le loro caviglie sottili”, lasciando che gli uomini che passavano ammirassero con piacere i loro corpi…

Comincia e prosegue con i ricordi del tempo trascorso il racconto (parte di una raccolta di tre, pubblicata tra il 1963 ed il 1964) dello scrittore ceco Bohumil Hrabal, tradotto in lingua italiana solo nel 2018. Si tratta di un monologo scritto in prima persona sotto forma di stream of consciousness ‒ tecnica stilistica utilizzata, tra l’altro, anche nei romanzi successivi dello scrittore ceco, come ad esempio in Ho servito il re d’Inghilterra. In Lezioni di ballo per anziani e progrediti ci si deve immergere totalmente nel testo per entrare nel pensiero del narratore che, con la stessa potenza di un fiume in piena che trasporta tutto ciò che raccoglie nel suo corso, ricorda senza pause e, talvolta, senza collegamenti logici le sue più disparate esperienze di vita, i mille mestieri esercitati (calzolaio, tanto da definirsi un “ingegnere dei piedi umani”, aiutante in una panetteria, maltatore, ecc.) e gli incontri con uomini e donne, alcuni ripetutamente richiamati nel racconto, conosciuti nel corso della sua vita. La lettura, seppur scorrevole, non è facile anzi sovente impegnativa a causa della totale assenza della punteggiatura e delle abbondanti citazioni di fatti e persone che spesso risultano ignoti al lettore. Grazie alla corposa ed ottima prefazione a cura di Giuseppe Dierna, intitolata Sul filo sottile di una memoria delirante, il lettore ha a disposizione un testo piuttosto esplicativo del racconto di Hrabal al quale attingere, che rappresenta un prezioso e valido supporto alla lettura, con lo scopo di catalizzarne la comprensione. Ciononostante, il racconto rischia di lasciare il lettore insoddisfatto, specialmente se Lezioni di ballo per anziani e progrediti rappresenta il primo approccio alla lettura di Bohumil Hrabal.



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