Libano nel baratro della crisi siriana

Libano nel baratro della crisi siriana

Tornati in Libano per raccontare il presente, Matteo Bressan e Laura Tangherlini si trovano di fronte un aeroporto semideserto, svuotato di turisti o viaggiatori stranieri. Il paese dei cedri negli ultimi anni ha subito una radicale trasformazione, causata principalmente dall’arrivo di profughi siriani. La comunità esistente si ritrova spesso numericamente inferiore alla massa di disperati che fuggono dalla guerra, facendo nascere disaccordi o turbolenze locali. I mezzi di comunicazione parlano a volte anche di fobia del siriano, un sentimento generale che per alcuni social network sfocia in razzismo, anche se da sempre i due paesi hanno mantenuto rapporti di amicizia. Il governo passato non ha mai pensato alla creazione di campi profughi adeguati e quello attuale non sembra essere in grado di gestire al meglio la situazione…

I flussi migratori smuovono le acque del Mediterraneo o i deserti dei Paesi che vi si affacciano. La crisi che negli ultimi anni ha interessato la Siria condiziona la vita di ogni libanese, satura i mezzi di comunicazione, appare costantemente sulle pagine di Internet. Questo bel reportage aiuta ad aprire gli occhi non solo sull’incapacità generale di molti paesi (vedi anche l’attuale situazione in Europa) di far fronte ad un’emergenza, ma anche sul dietro le quinte, gli errori passati, i piani strategici intercorsi anche tra i cosiddetti “fratelli” arabi, con note esplicative di supporto, utilissime anche per chi voglia approfondire. Appare sempre più evidente come sia prioritario dare vita a delle politiche umanitarie in grado di rispondere ad una richiesta d’aiuto, che al momento non sembra essere preminente per molti Paesi, Libano incluso.



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