Liberi da interessi

Liberi da interessi

In una terra lontana c’era una città chiamata Moneta, dove tutto era progettato per funzionare con i soldi. A Moneta tutti seguivano gli insegnamenti del signor Mercato, con la famiglia Ditta che faceva fatica a pagare lo stipendio dei suoi collaboratori, il signor Negozio che cercava di contenere le spese e la famiglia Sgobba che lavorava tantissimo e risparmiava ancora di più per mantenere i propri bambini, Grazie, Dammi e Voglio. Il signor Loan, ricco straniero, sembra venire in soccorso della città di Moneta, ma per ogni somma di denaro data in prestito vuole un pezzettino di più di quanto prestato poiché fedele a uno dei tanti dogmi del signor Mercato. Tuttavia così la situazione inizia ad andare fuori controllo e la bella città di Moneta si trasforma in un posto morente in cui i pochi ricchi vivono arroccati sui propri privilegi e i tanti poveri non sanno più cosa fare per tirare avanti. Travolti da questa triste situazione i piccoli Grazie, Dammi e Voglio cercano, ciascuno secondo le proprie inclinazioni, di trovare una soluzione…

Carlo Giordano e Luca Giovanni Piccione, tra le altre cose Ethic Officers di Assoetica, ci raccontano con parole semplici la storia del debito pubblico e di quel piccolo “pezzettino” da restituire chiamato “interesse” che sta creando non pochi problemi al nostro paese. L’andamento quasi favolistico di “Liberi da interessi” appassiona senza dubbio i più piccini e l’iniziativa è senz’altro lodevole, perché si prefigge l’obiettivo di spiegare con le parole dei più piccoli le ragioni di un male che condizionerà giocoforza il loro futuro e quello delle generazioni successive. La tesi del saggio è semplice, al pari dello stile: se lo stato fosse libero da interessi si potrebbe risanare il debito pubblico in un paio di decenni, avendo servizi più efficienti e una tassazione inferiore, nonché probabilmente anche una redistribuzione delle ricchezza in chiave più equa. Immaginare ciò oggi è a dir poco utopico, ma chissà se i bambini, come detto i principali ma non unici destinatari del libro, riusciranno a sovvertire lo status quo prendendo a modello gli insegnamenti più veri, cioè quelli delle favole. Perché d’altra parte, tra la strega cattiva e il debito pubblico, potrebbe non esserci tutta questa differenza.



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