Libri che hanno cambiato la storia

Libri che hanno cambiato la storia

Per quanti secoli, e in quali secoli, gli eruditi e i letterati hanno dovuto viaggiare e camminare a oltranza solo per poter leggere la copia rara di un libro fondamentale? In che senso l’invenzione della stampa ha finito per favorire la paternità delle opere, garantendo celebrità agli artisti viventi? E in che misura la stampa ha potuto favorire lo sviluppo e la condivisione delle lingue nazionali, standardizzandole? Cosa significa che, da un certo punto in avanti della storia moderna, l’apprendimento è diventato più democratico? Quanto è stata rivoluzionaria l’introduzione dei “paperback” tascabili, per mano della Penguin, negli anni Trenta? A partire da quale momento storico i libri hanno cominciato a essere pensati, scritti e illustrati per i bambini? Per quale ragione, nell’antica civiltà Egizia, non potevano esistere due Libri dei Morti uguali, nonostante in ciascuno si ripetessero delle formule fisse? E come è stato possibile stendere un papiro di 37 metri? Cosa può aver rappresentato il ritrovamento dei rotoli di Qumran, nel 1974? Quale importanza hanno avuto gli scritti medici di Dioscoride, nel corso di quasi due millenni, e come sono stati conservati? In quale contesto storico certi monaci irlandesi hanno dato vita al monumentale Libro di Kells, e per quale uso era stato immaginato? Quali sono le differenze e le similitudini fondamentali tra il Libro di Kells e l’Evangelario di Lindisfarne? Che rilevanza ha avuto il ritrovamento del rotolo del Sutra del Diamante in una grotta lungo la via della Seta, nell’ovest della Cina? Perché il Canone della Medicina di Avicenna è considerato una pietra miliare, e in cosa era pionieristico? Qual è il capolavoro assoluto dell’illustrazione miniata, e da chi venne commissionato, e in quale periodo storico? Quali furono le principali innovazioni tipografiche di Aldo Manuzio? Cosa significa che un’impaginazione riflette gli ideali rinascimentali di armonia e simmetria? Cosa ha significato, per i musicisti, la pubblicazione del primo libro di musica polifonica, e quante cose ha cambiato? Perché un’opera come The Discoverie of Witchcraft poteva essere considerata eretica, nel Cinquecento, mentre oggi al limite può apparire radicale e progressista? Qual è stata la ragione della centralità delle classificazioni di Linneo? E cosa rappresentava l’introduzione della “pagina nera” nel Tristram Shandy?

Riccamente illustrato, di grande formato, I libri che hanno cambiato la storia, pubblicato da Gribaudo su licenza Penguin Random House, è un colorato balocco per ragazzi, puntinato da discrete didascalie, o al limite è un divertimento per bibliomani; curiosamente, è stato difficile individuare l’autore del testo, considerato che per Gribaudo potevo contentarmi di un generico “autori vari” e quindi potevo prendere e sfogliare liberamente un lavoro collettivo dal titolo così presuntuoso. Ai piedi del sommario, ho trovato però indicato un religioso irlandese, padre Michael Collins, come “collaboratore principale”; navigando nel suo sito ufficiale, invece, ho potuto rilevare che in patria si è tranquillamente attribuito la paternità dell’opera. A fiancheggiarlo, oscuri mestieranti come Alexandra Black e Thomas Cussans, il letterato John Farndon e lo storico Philip Parker. Padre Michael Collins ha una discreta storia autoriale: laureato in Archeologia Cristiana a Roma, ha insegnato alla John Cabot e alla Duquesne University; ha pubblicato diversi libri dedicati al Vaticano, a Giovanni Paolo II e a papa Francesco; attualmente vive a Dublino, dove serve messa nella St Mary’s Church. Con un curriculum del genere, era più saggio pensare a una pubblicazione come questa in contesto Dehoniane o giù di lì; rimango un po’ perplesso per la confezione editoriale, che finisce per decapitare l’autore a beneficio della materia trattata, sprofondando nell’amatorialità. Il giudizio sull’estetica di questo improbabile volumone è diverso: è sfavillante, ben illustrato, tutto sommato maneggevole, e probabilmente a 12 o 14 anni mi avrebbe fatto viaggiare in cerca di parecchie cose interessanti. Se invece vogliamo passare a un tentativo, pure vago, di lettura contenutistica, non posso che ammettere tutto il mio imbarazzo: quando va bene, questo libro è un campionario di aneddotica di qualche interesse; quando va male, è una didascalia più o meno sciatta, sbilanciata a favore della lingua e della cultura inglese. I “libri che hanno cambiato la storia” sono scelti in base a una combinazione di ragioni tipografiche, scientifiche, politiche ed estetiche, in una sequenza priva di armonia, poggiata su una logica poverissima. La divisione in cinque parti, secondo criterio cronologico, è un colabrodo. Derubricato a giocattolo mezzo intellettuale per bambini e ragazzi, è qualcosa. Niente altro.



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