Libri di sangue - Le stelle della morte

Libri di sangue - Le stelle della morte
La casa al numero 65 di Tollington Place sembra una casetta qualunque, ma dietro alla sua facciata di mattoni in falso stile georgiano si nasconde un luogo nel quale si concentrano energie soprannaturali, una piega della realtà attraverso la quale si può comunicare con i morti. Incuriositi dalla fama di casa stregata dell'edificio e dalle tante testimonianze inquietanti sulle presenze che la abitano, due ricercatori dell'Istituto di Parapsicologia dell'Essex University, Mary Florescu e Reg Fuller, stanno conducendo una serie di indagini con l'ausilio di un sedicente medium, un certo Simon McNeal. Quello che i due non sanno è che McNeal è in realtà un impostore, e che nonostante le precauzioni (il giovane viene denudato prima di entrare nella stanza che viene ritenuta l'epicentro delle attività paranormali per evitare frodi) è proprio lui a riempire i muri con centinaia di “nomi dei morti” utilizzando minuscoli frammenti di grafite che nasconde sotto la lingua. Ma il truffatore a sua volta non sospetta che la stanza in cui 'lavora' è davvero una porta verso l'Aldilà, un passaggio che brulica di anime morte che si impossessano del suo corpo nudo e lo usano come un taccuino, incidendovi sopra ognuna la sua storia. “Sarebbe stata la loro pagina, il loro libro, il contenitore delle loro autobiografie. Un libro di sangue”...
Ecco l'antefatto da cui parte Clive Barker per dare un senso comune alla collezione-monstre in 6 volumi - questo è il primo - della sua produzione di racconti. Quando uscì, nel 1984, questo libro fece davvero sensazione, vinse sia il British che il World Fantasy Award e fece dichiarare a Stephen King che Clive Barker era “il futuro dell'horror”. Una profezia della quale Barker nei decenni successivi non è sempre riuscito a essere all'altezza, ma che se si analizza la prima parte della sua produzione era assolutamente legittima. Trent'anni fa la creatività scorreva potente nelle vene dello scrittore britannico, capace di coniugare nei suoi plot tradizione e innovazione, un approccio intellettuale agli archetipi del genere (fantasmi, serial killer, possessioni demoniache, mostri) e un gusto deliziosamente anni '80 per lo splatter, il sesso, le droghe. In particolare, questo primo volume della serie contiene gemme assolute per gli appassionati come “Macelleria Mobile di Mezzanotte”e “Mai dire maiale”, ma soprattutto la struggente dichiarazione d'amore al mondo del Teatro di “Sesso, morte e stelle” e quello che ritengo uno dei racconti più belli e originali di tutti i tempi (non solo per quanto riguarda l'horror ma la letteratura in genere), il visionario “In collina, le città”.

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