Lincoln

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Abraham Lincoln, figlio di un apprendista falegname, nacque nel febbraio del 1809 in una capanna del Kentucky. Visse i suoi primi anni spostandosi tra l’Ohio, l’Indiana e l’Illinois, facendo la vita dei coloni, abbattendo alberi e fabbricando baracche. Con pochissimi libri a disposizione e appena dodici mesi di scuola regolare, Abraham decise di procurarsi un Codice per conoscere le leggi dello Stato; lavorava come commesso e intanto studiava giurisprudenza e grammatica. Diventato avvocato e per breve tempo soldato, “l’umile Abraham Lincoln” - come amava definirsi -  venne eletto a venticinque anni alla Camera dell’Illinois. Era il 1836, e fu la prima tappa politica di colui che sarebbe diventato il sedicesimo Presidente degli Stati Uniti…

La storia di Abraham Lincoln, venuto dal nulla e diventato per merito Presidente degli Stati Uniti alla vigilia della sanguinosa Guerra civile, non è priva di un certo fascino; ma si può comprendere davvero solo nel complicato quadro politico che portò alla guerra tra nordisti e sudisti (e no, non c’entravano solo gli schiavi). Lord Charnwood, accademico britannico, riesce nell’impresa abbastanza bene: la prosa del 1916 a volte è un po’ densa, ma il libro si fa leggere anche da chi non è un esperto di storia americana. Si tratta comunque di una lettura impegnativa, che approfondisce dettagliatamente sia le questioni biografiche che quelle della Guerra civile. Un libro per appassionati, dunque, ma che non deluderà.


 

 

 
 
 
 

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