Lineamenti della civiltà arabo- islamica

La religione islamica, sin dal primo apparire, è stata avvertita come corrente di pensiero elaborata in opposizione al cristianesimo, religione quest’ultima che nei secoli precedenti alla nascita del profeta Maometto aveva superato vittoriosamente un’autentica battaglia contro il paganesimo greco-romano. La sua diffusione in tempi brevi determinò uno scontro due differenti concezioni della divinità del Padre e la reazione dell’Occidente fu violenta e appassionata. Il carattere comune delle due fedi fu sottovalutato e sminuito in ragione della furente polemica che i musulmani espressero riguardo alla deità di Gesù Cristo e alla esistenza della Trinità, laddove i cattolici ritennero quest’ultimo un dogma centrale ineliminabile. Per i padri del Medioevo l’Islam fu un’eresia che in quanto tale minacciava i sacri valori religiosi dell’Occidente greco e latino anche se a ben guardare, i contatti tra i due mondi non mancarono. Talvolta ci furono scambi culturali e talaltra fecondi incontri di carattere spirituale, ma nell’un caso e nell’altro, i confronti, più che essere giustificati da ragioni pacificatorie, furono motivati da ragioni pratiche e di convenienza. Solo con l’avvento del Rinascimento la civiltà occidentale mostrò di interessarsi alle culture orientali badando alla comune radice monoteistica ed inquadrando le differenze in maniera speculare, laddove, altre ragioni storiche determinarono un diverso atteggiamento delle culture islamiche. Queste ultime non conobbero un vero movimento di rinascita e di risorgimento e si posero rispetto alla laicità e alla cultura razionale occidentale in maniera critica raggiungendo, in via autonoma e solo molti secoli dopo rispetto all’occidente, quello che fu definito il “modernismo musulmano”…

Francesco Gabrieli, autore di opere erudite riguardanti la cultura orientale, ha insegnato lingua e letteratura araba in parecchie università italiane e tradotto numerosi testi poetici dall’arabo nella nostra lingua. Il volumetto dedicato ai lineamenti della civiltà appare utilissimo a chi vuole “saperne di più” riguardo la civiltà islamica che si estese dai Paesi arabi sino all’Iran e all’India manifestando un carattere universale al di là per perimetro geografico dell’Arabia Saudita, quest’ultimo territorio di nascita del profeta Maometto. Avvincente è il linguaggio adottato dall’autore: niente toni accademici ma espressioni vive e colloquiali descrittive in più punti del carattere del profeta fondatore della religione musulmana e delle vicende inerenti al formazione del culto, definito arabo-islamico per via della rapida diffusione in paesi al di fuori del perimetro dell’Arabia Saudita. Il saggio è privo di orientamento ideologico ed è l’autore stesso che dichiara l’intento meramente divulgativo della propria opera in ossequio ad una cultura umanistica della quale si sente erede. L’esposizione è chiara e lineare nonostante l’argomento siano i grandi rivolgimenti della storia del mediterraneo , quali le crociate, la conquista di Granada da parte dei re cattolici spagnoli e la fine dei grandi califfati sino agli eventi dei primi anni del novecento. Insomma, è l’ampiezza di vedute di un grande studioso a trascinare il lettore ed a condurlo, con levità e garbo, a comprendere gli eventi del passato prima di giudicare i fatti del presente. Utilissima l’appendice a fine libro con brani tratti dai principali testi islamici tradotti personalmente dall’autore. Anche questa parentesi, più che contenere scritti “arabi” alla rinfusa, è un opportuno “collage” ragionato di elementi utili al lettore occidentale per apprendere direttamente il modo di esprimersi di civiltà, e manifesta ancora una volta l’utilità del saggio.



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