L'insonnia delle stelle

L'insonnia delle stelle
1945, sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Il capitano francese Louyre, abbandonati gli studi di Astronomia per arruolarsi, si ritrova al comando di un contingente incaricato di occupare un importante cantone rurale nel sud della Germania mentre il III Reich di Hitler sta vacillando di fronte all’avanzata degli Alleati e la Germania nazista sembra essere arrivata alla fine. Nelle campagne attorno a dove il capitano ha insediato le sue truppe viene scoperta una fattoria isolata abitata unicamente da Maria Richter, una ragazza di quindici anni che vive nell’indigenza e si presenta ai soldati denutrita, stremata e sporca. Maria sembra attendere il ritorno del padre dal fronte russo. Questa attesa ossessiva è la sua unica ragione che la spinge a restare nella fattoria, a costo di rischiare la vita stessa. Ad approfondire i misteri che circondano questa ragazza è la scoperta, nello stessa fattoria, dei resti carbonizzati di un uomo al quale non si riesce a dare un’identità. E soprattutto non si comprende chi può essere stato l’artefice del delitto. Il maresciallo Hubert tende a semplificare tutto imputando la colpa a Maria, nonostante sia all’apparenza incapace di ogni cosa soprattutto per la sua debolezza fisica. Hubert arriva al punto di immaginarla come una cannibale. Louyre, abituato al ragionamento, alla pazienza e alla lucidità che comportano osservare e studiare le stelle, avverte che sotto a questi fatti si cela qualcosa di importante e questo lo spinge a cercare di capire. L’unico modo possibile è quello di prendersi in carico Maria e iniziare una lunga indagine personale trovandosi di fronte molti più ostacoli del previsto e segreti che non devono essere portati alla luce…
Marc Dugain torna in libreria con un libro di rara bellezza, che porta a galla una delle pagine più atroci della Seconda Guerra Mondiale lasciando spazio anche alla tenerezza. Nonostante la tragedia, l’autore, non trascura la dimensione sensibile dell’uomo stesso, i sentimenti che spingono le persone a cercare la verità per quanto possa sembrare distante e difficile da trovare. Il legame che si crea tra Louyre e Maria è un “sentimento” che da solo si oppone alla follia di un intero periodo storico che vede l’evolversi della razza in un modo distorto, quasi fosse filtrato da una lente incapace di mettere a fuoco l’atrocità del presente coi suoi sviluppi futuri. Marc Dugain, ex capitano di una compagnia d’aviazione, che ha esordito circa un decennio fa col bellissimo La stanza degli ufficiali riesce magistralmente a far muovere i personaggi in un clima di reticenze, verità dette a metà dagli abitanti del paese, segreti nascosti nell’ospedale vuoto, abbandonato. E proprio questo palazzo, che ha assunto la dimensione di fantasma inquietante, sembra spingere l’intero paese nel silenzio perché è lì che sembra esserci la soluzione di tutto. “Lourye si accomodò sulla sedia e appoggiò i piedi sul tavolo come faceva di solito. Era l’unica forma di ostentazione attraverso cui affermava deliberatamente la superiorità della sua posizione. Poi parlò in modo molto posato, perché la faccia non mostrava neanche lontanamente la stessa maturità della voce”. Con queste poche righe, Dugain tratteggia il carattere e il modo di vedere il il mondo di un uomo abituato a cercare le risposte nella pazienza con la quale si osservano le stelle. 

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