L'ironia della storia americana

Ironia della storia americana
La consapevolezza critica delle personalità che hanno avuto un’influenza sul processo storico, sullo sfondo della contemporaneità, procede in parallelo con gli interrogativi sul ruolo degli Stati Uniti nel corso del Novecento. Di fronte alla complessità delle esperienze storiche, umane, concrete, determinate dai contrasti politici-economici, nel fare un bilancio del passato e per comprendere meglio il presente bisognerebbe rintracciare nei fatti della storia il senso, per esempio, di alcune parole del teologo protestante statunitense Reinhold Niebuhr: «Le nazioni, come gli individui, possono essere vittime di tentazioni contraddittorie. Possono essere tentate alla fuga dalle responsabilità del loro potere o al rifiuto di sviluppare le loro potenzialità. Ma possono anche essere incapaci di riconoscere i limiti delle loro possibilità, cercando un potere più grande di quello che è concesso agli esseri umani»…
New York City, gennaio 1952. «Il nocciolo di questo volume consiste in due serie di lezioni. La prima è stata tenuta al Westminster College, Fulton, Missouri, nel maggio 1949, sotto gli auspici della John Findley Green Foundation. La seconda è stata tenuta nel gennaio 1951 alla Northwestern University sotto gli auspici della Shaffer Lectureship. Entrambe le lezioni riguardano la posizione della nostra nazione nell’attuale contesto mondiale, interpretata dal punto di vista della fede cristiana»: nell’introduzione a L’ironia della storia americana Reinhold Niebuhr sembra così prospettare una interpretazione della potenza americana, che ricerchi, accanto al suo ruolo internazionale, un nesso politico e teologico di insieme, in grado di restituire alla storia l’immagine dell’America. In base, si vedrà, a uno specifico interesse, l’elemento ironico nella situazione americana, Niebuhr traccia le coordinate per distinguere gli aspetti ironici della storia contemporanea da quelli tragici e patetici. Ciò che il massimo teologo americano del ventesimo secolo intende rilevare sono le contraddizioni della vita e i conflitti globali da cui il concetto di ironia prende forma, offrendo oltre ai dati storici una chiave di lettura per comprendere le grandi forze emotive che dominano gli uomini: felicità, prosperità e virtù. Riportiamo in chiusura un noto passo, da Il significato dell’ironia in L’ironia della storia americana, nel quale Reinhold Niebuhr chiarisce il concetto di ‘ironia’ discusso poco sopra nel quadro dell’agire umano: «La preferenza cristiana per un’interpretazione ironica non deriva soltanto dalla sua concezione della natura della libertà umana, per cui la capacità dell’uomo di trascendere la natura gli dona grandi possibilità creative, che tuttavia non possono preservarlo dall’abuso e dalla corruzione. Deriva anche dalla convinzione cristiana che la vita abbia un centro e una scintilla di significato al di là delle formule naturali e sociali che possono essere comprese razionalmente. Questa scintilla divina può essere compresa soltanto con la fede perché è avvolta nel mistero, anche se è alla base del senso della vita. Quando si afferra questo significato, si comprende che la libertà umana è concreta e non semplicemente tragica o illusoria. Ma si riconosce anche che l’uomo è costantemente tentato a sopravvalutare la misura della sua libertà e a dimenticare la sua natura di creatura. Così la sua presunzione incontra uno scacco ironico».

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