Lo scherzo

Lo scherzo
Sono quindici anni che Ludvik manca dalla sua città natale. Ricordi e rancore gli gonfiano l’anima di una malinconia randagia e fin troppo abitudinaria. È passato tanto, troppo tempo da quello scherzo innocente che gli ha condizionato una vita intera. I luoghi di quando era ragazzo, una volta mosaici di volti noti, traboccano ora di facce sconosciute e la nostalgia cede il passo all’utilità pratica: deve trovare al più presto un alloggio, chissà se il dottor Kotska si ricorda ancora di lui…
Lo scherzo è il primo romanzo di Milan Kundera, un esordio datato 1967 davvero brillante che rivela uno scrittore già maturo e consapevole dei propri mezzi. L’autore ceco si muove elegantemente in quest’opera polifonica ma lineare, in cui l’introspezione dei personaggi ruota attorno a tematiche che diverranno marchio di fabbrica di tutta la sua produzione successiva. In particolare la dicotomia tra amore e sesso, talvolta idillio e talvolta insanabile aporia, abbraccia e condiziona le vicende dei protagonisti mostrandone i vizi e le virtù. Sullo sfondo di un comunismo prepotente e ottuso, Ludvik paga a sue spese una cartolina scherzosa e satirica inviata alla fidanzata e si troverà a trascorrere una vita interamente condizionata da quella veniale leggerezza, coltivando dentro sé il seme della diffidenza e della vendetta. Con uno spiccato gusto per le ambientazioni di questa Cecoslovacchia in divenire, scissa tra comunismo e spirito cristiano, e un certo autocompiacimento nelle riflessioni, Kundera tesse la sua tela con maestria e trasporto, preparando il terreno al successo popolare che lo investirà, anni più tardi, con L’insostenibile leggerezza dell’essere.

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