Lo schiocco

Lo schiocco
Brescia, 28 maggio 1974. In piazza della Loggia, durante una manifestazione antifascista indetta in concomitanza di uno sciopero generale dei sindacati , l'esplosione di una bomba uccide Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda, ferendo anche altre 94 persone. E' quella che passerà alla storia come la Strage di Brescia. Cinque insegnanti, due operai e un pensionato vittime di una strategia subdola e violenta che dopo più di un trentennio non ha ancora trovato nomi e cognomi...
'Necessario' è un aggettivo spesso abusato, che facilmente si colora di vuota retorica. Non è il caso però del libro di Feliziani, che ricostruisce in modo mai banale anche nella scansione narrativa una catena di eventi, di indizi, di tessere del mosaico, di particolari che per quanto apparentemente marginali se inseriti nel quadro generale possono rivelarsi decisivi. Una sorta di tremenda overture nella quale le storie personali delle vittime, le trame golpiste, la strategia della tensione, un delirante iter giudiziario, gli incredibili 'errori' degli inquirenti e la stagione dell'estremismo di destra si intersecano generando nuovi percorsi, bivi inattesi, cortocircuiti e vicoli ciechi. Necessario, dunque, e prezioso il libro di Feliziani, se come scrive nella prefazione Carlo Lucarelli in un'indagine del 2000 su 1000 studenti delle scuole milanesi il 43% attribuiva alle Brigate Rosse (!!) le stragi degli anni '70 ed '80. E invece altri sono stati i colpevoli, altri i conniventi, altri gli attori di un dramma che ha insanguinato un tratto di storia italiana.

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