Lo specchio di Dio

Lo specchio di Dio
"Di conseguenza, è questo l'evento archeologico sensazionale. Lo scheletro di un viaggiatore del tempo." Kaun s'interruppe. "No. Non è questo l'evento sensazionale. Rifletta. Un viaggiatore del tempo con una videocamera" Kaun fece un sogghigno da animale predatore. "Cosa doveva cercare, duemila anni fa?" In una necropoli nei pressi di Gerusalemme, un giovane assistente agli scavi rinviene il cadavere di un uomo sepolto duemila anni fa. In un sacchetto di iuta sepolto accanto all'uomo, c'è il manuale di utilizzo di una videocamera Sony non ancora in commercio ai giorni nostri. L'unica spiegazione possibile è che si tratti del corpo di un viaggiatore del tempo partito da un lontano futuro per cercare le prove dell'esistenza di Gesù. Il ritrovamento scatena la cupidigia del finanziatore degli scavi, un magnate dell'informazione che spera di trovare il video con le immagini di Gesù Cristo e trasmetterlo in tv o venderlo alla Chiesa Cattolica. Inizia una serrata caccia archeologica con un imprevedibile finale...
Del bestseller ha quasi tutto: le vendite record, i ritmi sincopati, l'obbligo "morale" di un colpo di scena a capitolo, la trama seducente. Per fortuna, non ha la grossolanità che spesso svilisce quei volumozzi dalle copertine sgargianti (a proposito, complimenti a chi ha curato il progetto grafico). Mescolando la plausibilità scientifica, l'accuratezza delle ambientazioni e sfoggiando una ricerca bibliografico-storica a monte notevole, Andreas Eschbach tocca corde profonde. L'eterna lotta tra fede e scienza, la voglia irresistibile (e sacrosanta - questa sì) di mordere il frutto dell'albero della Conoscenza in barba ai dogmi. In mezzo a questi contrasti violenti, l'autore si muove con destrezza, evitando ingenui manicheismi. La Chiesa cattolica è una multinazionale oscurantista (nonostante i tentennamenti coccodrilleschi del Papa), gli squali del Capitale si alleano con mercenari, i Servizi Segreti manovrano nell'ombra, e nella progressione narrativa tutto sembra preludere ad un trionfo del metodo scientifico che spazzerà via ogni superstizione residua, certo. Ma questa apologia di S.Tommaso è via via incrinata dal dubbio, mitigata e messa in discussione da una verità non facilmente interpretabile. Sarebbe criminale svelare il finale del romanzo, basti sapere che nel dedalo di mille cambiamenti di rotta, segreti svelati e colpi a sorpresa abilmente costruiti ci si perde con grande gioia.

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