Lo stivale perduto

Lo stivale perduto

Danilo Dolci verrà condannato più volte. La sua principale colpa, metter in pratica una sorta di gandhismo in un angolo di Sicilia, in nome dell’antimafia e dell’ascolto maiuetico del popolo in senso lato, non dei leader, per una rivoluzione del costume quanto etica tanto non violenta… Adriano Olivetti, creatore di un vero impero industriale, morirà troppo presto ma resterà il concreto esempio di un capitalismo non solo dal volto umano ma capace da far interagire vita privata e fabbrica e di considerare i dipendenti non solo lavoratori ma anche e soprattutto esseri umani… Il giudice Livatino, il “bambino”, da una infelice e famosa frase di Cossiga, non aspirava come tanti altri (Ambrosoli ad esempio) ad essere eroe, ma a guadagnare onestamente lo stipendio e a osservare la legge, anche a rischio della morte... Invece Franca Viola è stata in Sicilia, con le dovute proporzioni, un po’ come Rosa Parks , la donna nera che si rifiutò di cedere il posto su un bus ad un bianco. Franca infatti, benché violentata e “disonorata”, anche a scapito della propria reputazione e della vita rifiutò di sposare il suo aguzzino per riparare il torto subito così come la legge prevedeva, nonché la tradizione…

L’Italia che non ti aspetti. Anche se sono voci fuori dal coro magari, che pagano con la solitudine le loro scelte di vita e le loro convinzioni. Un Paese spesso avvitato su se stesso, vittima addirittura delle proprie leggi e della terribile connivenza della politica con il malaffare. Questo, ma non solo. Perché emblematiche sono le vicende narrate, quasi sempre testimonianze di fedeltà a principi etici in un generalizzato malcostume e tra una generale malcelata diffidenza, in un contesto quantomeno ostile. Uomini e donne che con la loro storia ed il loro esempio meritano forse molto di più di quelli che poi magari compaiono in grassetto nei libri di storia. Perché con la loro tenacia, le loro idee ed azioni magari permettono ancora oggi a noi tutti di auspicare un futuro meno tetro. Perché, a meno di volerci tappare gli occhi, sappiamo tutti che questo Paese ha bisogno di uscire dalle sabbie mobili di questo malsano, immobile presente. Un testo sicuramente di stampo giornalistico ma narrativizzato con buon gusto: c’è forse qualche ripetizione di troppo, ma si tratta di un discreto vademecum per approfondire senza noia i temi e le personalità raccontate.



 

 

 

 
 
 
 

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