Lo straniero misterioso

Lo straniero misterioso

Inverno del 1590. Eseldorf è un villaggio al centro dell’Austria con il castello tenuto in ordine e sempre pronto per l’arrivo, ogni cinque anni, del principe. Theodor, Nikolaus e Seppi sono amici inseparabili, per loro Eseldorf è un paradiso. Esplorano colline e boschi, vanno in barca, a pesca e a scorrazzano nel parco del castello. Lo studio non è un tormento, serve solo a crescerli come buoni cristiani, perché il sapere non va bene per la gente comune, rischia di farli scontenti e insoddisfatti del loro destino. In paese ci sono due sacerdoti: padre Adolf, zelante, combattivo, stimato e temuto, e padre Peter, buono, sincero, amato da tutti nonostante un’accusa infamante. Pare che abbia detto che Dio è misericordia e che trova sempre il modo di salvare ogni sua creatura. Pare che a mettere in giro questa voce scandalosa sia stato il più accanito nemico di padre Peter, un ciarlatano, quel pomposo astrologo che dice di essere capace di leggere la vita di ciascuno. Le conseguenze comunque sono terribili: la sospensione a tempo indeterminato dal sacerdozio, l’abbandono degli amici, la vergogna e la povertà. Domani se non restituisce a Solomon Isaacs quanto gli ha prestato, padre Peter perderà anche la casa…

Pubblicato postumo, nel 1916, Lo straniero misterioso è il risultato di un lavoro redazionale su quattro diverse versioni incompiute della storia che Mark Twain scrisse tra il 1897 e il 1904. Senza entrare nel merito delle polemiche che nacquero per tale operazione editoriale, il libro è una narrazione coerente e rispettosa dello stile dell’autore. Un racconto che si presenta come una favola surreale, potente, oscura, ma via via si manifesta come riflessione sulla condizione umana, in cui ritroviamo la stessa potente satira de Il maestro e Margherita di Bulgakov. Twain mette in evidenza quanto l’uomo, pur discendendo dagli animali, è tra tutti non il prodotto positivo dell’evoluzione della specie, ma piuttosto l’essere di categoria più bassa, capace di infliggere dolore ai propri simili solo per il piacere di farlo, giustificando con il senso morale le azioni più crudeli. Un richiamo ironico e spudorato alla riflessione su ciò che guida le scelte umane: senza cadere nel moralismo, con lucidità e logica stringente, Twain trasporta il lettore al finale grottesco e materialista. Lo straniero misterioso incanta, fa sorridere, ma lascia anche nel cuore vergogna per la razza umana e desiderio profondo di cambiamento, a partire da noi stessi.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER