Lo stupore della notte

Lo stupore della notte

Nella vita di Rosa Lopez, poco più di quarant’anni, fisico generoso ma sodo e allenato, capo dell’Unità speciale contro il terrorismo di matrice islamica della DIGOS milanese, – come nelle vite degli uomini della sua squadra, del resto – c’è spazio soltanto per il lavoro; non a caso negli ultimi tempi divorzi, defezioni, porte sbattute, malesseri si sono susseguiti in maniera costante e impressionante. Lei, Rosa, invece, ‒ a parte la relazione quasi esclusivamente fisica con un affascinate e ricco medico dalla voce calda e carezzevole – un uomo ce l’avrebbe, ma da due anni è in stato vegetativo nella stanza sterile di una clinica privata attaccato a tubi e macchinari che lo tengono in vita. Lei stessa ha provveduto a trovargli quella sistemazione dando fondo ai suoi risparmi, pur sapendo che non c’è alcuna speranza che possa svegliarsi, un po’ perché lui non ha nessun familiare, ma soprattutto perché non si è mai liberata dal senso di colpa, convinta che l’ispettore capo Giulio Scalisi membro della sua task force è stato vittima di un agguato per mandare a lei un messaggio chiaro e preciso a causa delle indagini nell’ambiente del terrorismo islamico. Rosa Lopez, però, ha reagito mettendo a ferro e fuoco la città per trovare i colpevoli e, non essendoci riuscita, ha inasprito la lotta ed è diventata più dura e intransigente. La lotta ai terroristi e la ricerca del responsabile dell’attentato è diventata la sua unica ragione di vita, senza alcuna aspirazione a far carriera; per i suoi superiori è il poliziotto ideale. Il procuratore nazionale con delega al coordinamento delle inchieste sul terrorismo di matrice islamica e jihadista Cesare Marra ha quindi pochi dubbi mentre sfoglia il fascicolo del commissario capo Lopez. Le ossa se l’è fatte in Calabria dove, con un gruppo di sbirri vecchia scuola, ha fatto piazza pulita della cosca dei Macrì. Dopo sette anni di lotta alla ‘ndrangheta e il superamento del concorso a commissario, molto si è investito sul suo addestramento e la sua preparazione ed esperienza sono adesso decisamente ad alti livelli. Sì, Rosa Lopez è la persona che serve per il delicato compito da cui dipende la sicurezza dell’interno Paese. Un misterioso video giunto nelle mani di Marra, nel quale due giovani delinquenti dall’accento napoletano vengono torturati da uomini incappucciati ed esperti, rivela fatti scottanti: i due ragazzi confessano di aver rubato da un magazzino di un clan camorristico tre fucili AK-47 e di averli venduti a due giovani di colore di origine araba dall’accento brianzolo, certamente di seconda generazione, quindi la più pericolosa, quasi sempre radicalizzata e votata al jihad. C’è motivo di credere che agiscano per conto del Maestro, una figura avvolta di mistero e oscura fama, ritenuto responsabile delle terribili stragi che hanno insanguinato l’Europa, compreso l’attacco spaventoso al Bataclan. A chi sono destinati i tre fucili e a quale scopo? Cosa succede davvero nei sotterranei del Lovers Hotel, il non luogo che per il catasto di Milano non esiste? Esiste davvero, invece, il Maestro o ha ragione Rosa a pensare che sia un fantasma creato da Daesh per alimentare il terrore? Quale oscura minaccia si addensa su Milano, nelle strade dei suoi quartieri più eleganti e in quelle delle periferie degradate a vere a proprie banlieue?

Piergiorgio Pulixi, classe ’82, alle spalle l’esperienza col collettivo di scrittura Sabot curato da Massimo Carlotto, tanti racconti – raccolte e pubblicazioni su riviste e giornali -, tanti romanzi – tra i quali la serie thriller I Canti del Male che prevede tredici libri, una saga poliziesca dedicata a Biagio Mazzeo, capo di una banda di poliziotti corrotti ‒, una serie audio originale a quattro mani con Carlotto che sarà diffusa sulla piattaforma Audible, è considerato la voce under 40 più brillante del noir italiano, vanta moltissimi fan che lo seguono nelle numerose presentazioni e ha ottenuto diversi premi prestigiosi tra i quali quello di miglior autore italiano dell’anno ai Corpi Freddi Awards nel 2015 e nel 2016. Se non avete mai letto un suo libro, provate a cominciare da Lo stupore della notte, e subito vi sarà chiaro il segreto del suo successo, per parafrasare il titolo di un vecchio film. Ritmo sostenuto, stile asciutto e serrato, scrittura precisa e adrenalinica, intreccio intricato nel quale però tutte le fila sono tenute saldamente, carosello di personaggi tra i quali il lettore non si smarrisce mai: queste le caratteristiche di un noir con sfumature thriller che è anche un poliziesco, definito – opportunamente diremmo – dallo stesso autore “romanzo corale”. Per scrivere questa storia, Pulixi dice di aver dedicato un intero anno a studi e ricerche, e la precisione con la quale descrive il groviglio di interessi tra servizi segreti italiani e americani, la nuova generazione di islamici nati in Italia ma nutriti da un odio profondo per gli italiani e l’Occidente – “La jihad sublimava la loro frustrazione e la loro ribollente voglia di riscatto” –, il mondo sommerso della rete e degli hacker nel libro paga sia dei terroristi che della polizia, luoghi (chissà quanto inventati) come l’albergo dal passato maledetto e misterioso che ha attraversato la Storia nascosto nell’ombra degli orrori che visto nelle sue stanze, il legame nutrito di “odio, oltre al senso di giustizia” che può unire una squadra di persone sole tanto aduse alla violenza da smarrire talvolta i confini tra giusto e sbagliato, lecito e illecito, male e bene; il modo in cui parla di tutto questo sembra confermare ciò che si dice, ovvero che Pulixi “si avvale di fonti confidenziali per esplorare gli oscuri rovesci delle strutture di pubblica sicurezza”. Non c’è nessuno in questa storia che non abbia le mani sporche di sangue ed è impressionante quanto tutto sia fatalmente realistico in questa Milano contraddittoria che aspetta il Natale nelle strade eleganti e in quelle periferiche abitate egualmente da un mondo minaccioso mentre nubi oscure si addensano sul suo cielo. “Milano è la vera protagonista della storia – ha detto Pulixi – una Milano post EXPO, capitale della moda, della cultura, della finanza, del design, ma anche capitale del crimine. Una metropoli affascinante e tentacolare dove si ha la sensazione che tutto sia possibile, che i tuoi sogni si possano realizzare”. D’altronde, aggiunge, “la grande metropoli è il topos letterario per eccellenza del noir e dell’hard boiled”. La questura di Milano ha tra le più alte percentuali di dirigenti donne ai vertici delle sezioni investigative e così Pulixi motiva la scelta di una protagonista femminile; inoltre si dice interessato alla relazione tra il male e l’essere umano e quindi alla psicologia dei poliziotti (accurata nei suoi romanzi) proprio perché sono più esposti al male. Per questo l’autore sostiene che, oltre ad essere un romanzo di intrattenimento, una storia come Lo stupore della notte diventa “una riflessione sulla lotta contro l’oscurità che spesso risiede dentro di noi”. Il titolo – che come capita spesso pare non essere quello scelto in prima battuta – riprende il verso di una celebre canzone; questo pare essere un piccolo vezzo ricorrente nei libri di Pulixi che dona un tocco di grazia pop ad una scrittura che conosce molte gradazioni, dalla più violenta a quella più intimista. Non ci si annoia in nessuna delle pagine di questo romanzo e alla fine al lettore restano impresse le parole in esergo “Ogni individuo deve scegliere la verità che è in grado di tollerare” e la domanda che aleggia tra le pagine “Quanta verità sei in grado di sostenere pur di sapere che sei al sicuro?”. E certamente non è affatto una domanda retorica, di questi tempi.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER