Lo zio Silas

Lo zio Silas
Inghilterra, ‘800. Maud Ruthyn è una ragazzina malinconica e sognatrice che ha perso la madre quando era piccola. Suo padre Austin è un uomo ormai anziano e sfiorito, un mite misantropo che si è rinchiuso nella solitudine del suo cupo maniero di campagna, Knowl, che come tutte le vecchie case inglesi è frequentato da fantasmi, in questo caso quelli di una giovane dama di corte morta per amore e di un misterioso uomo che agita una fiaccola preannunciando sventura. Mentre suo padre - che aderisce alla setta cristiana degli swedenborghiani – si dedica ai suoi solitari studi scientifici e letterari, interrotti soltanto dalle rare visite di enigmatici ‘dottori’ nerovestiti anche loro seguaci di Emmanuel Swedenborg, Maud viene affidata alle cure di una inquietante istitutrice, Madame de la Rougierre, donna spettrale e mascolina che ben presto si rivela un’alcolista violenta e subdola ossessionata dal testamento del suo datore di lavoro e odiata da tutto il resto della servitù. Solo l’intervento della gioviale cugina di Austin, la modaiola londinese Lady Monica Knollys, riesce ad arginare per un po’ le mire della de la Rougierre, ma poi la situazione precipita. Austin muore e Maud viene affidata per testamento al misterioso zio Silas, un personaggio tenuto ai margini della famiglia - ma sempre difeso a spada tratta e aiutato finanziariamente dal fratello - per una serie di scandali passati e che da bellissimo giovanotto tenebroso che era (a Knowl c’è un suo ritratto giovanile che Maud conosce a memoria) si è trasformato in un ansimante anziano dalle mire poco chiare. Maud Ruthyn parte per la tenuta di Silas, a Bartram-Haugh: là troverà ad attenderla un destino di paura e intrighi...
Emozioni represse, mani intrecciate strettamente, forbiti dialoghi formali, passeggiate in boschi oscuri, visite a sepolcri neoclassici, luci danzanti di candela, nebbia e silenzio, storie di fantasmi, malattie misteriose, pallori, teologie non conformi, atmosfere oppressive, senso di minaccia imminente, rumore di piedi nudi sul pavimento dietro porte sbarrate, apparizioni soprannaturali che forse sono semplici suggestioni dei sensi, semplici suggestioni dei sensi che forse sono apparizioni soprannaturali: sono questi storicamente gli ingredienti-cardine del romanzo gotico. In questo splendido romanzo finora inspiegabilmente inedito in Italia Le Fanu però non si limita a seguire il canone gotico, ma compie una coraggiosa e innovativa operazione di ibridazione letteraria col cosiddetto sensational novel, il romanzo scandalistico tutto losche trame parentali e fattacci di cronaca nera. L’operazione non è solo letteraria, ma anche funzionale al plot, che l’autore tiene sempre in bilico tra soprannaturale e criminale per indagare sugli orrori della quotidianità familiare, fino all’abisso dell’incesto o della morte. Avviso ai lettori: i ritmi sono estremamente lenti se paragonati a quelli di un romanzo moderno e i colpi di scena modellati su una sensibilità molto diversa dalla nostra, ma la piacevolezza della lettura non ne risente particolarmente. Intriganti gli accenni allo swedenborgianismo, oggi molto poco noto, e memorabile la figura della protagonista Maud, personaggio dalla modernità stupefacente. Il romanzo – come avverte lo stesso Le Fanu in una sua breve premessa – è ispirato dal racconto "A Passage in the Secret History of an Irish Countess" pubblicato in una prima versione nel 1839 e in una seconda col titolo "The Murdered Cousin" nel 1851. Una curiosità: dal libro è stato tratto nel 1947 il film “Il segreto del castello” diretto da Charles Frank e interpretato da una giovanissima Jean Simmons. E’ invece del 1987 la miniserie televisiva “The Dark Angel” con Beatie Edney e Peter O’Toole.

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