Lois la strega

Lois la strega
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Boston, 1691. La giovane Lois Barclay è appena approdata nel Nuovo Mondo e si guarda intorno mentre, in piedi sul piccolo molo di legno, aspetta che il capitano Holdernesse pssa occuparsi di lei. Un groppo le stringe la gola così forte da mozzarle il fiato. Poche settimane prima era l’allegra e gioiosa figlia dell’anziano pastore Barclay – di Baford, in Inghilterra –, mentre adesso non è altro che una povera orfanella sperduta proveniente dal Vecchio Mondo. Dopo la morte del padre, la madre di Lois, gravemente malata, ha convocato la figlia al proprio capezzale. «Scrivi a tuo zio Ralph Hickson, a Salem, New England – le ha detto – e digli che io, Henrietta Barclay, lo incarico di prenderti in casa sua come fossi sangue del suo sangue». Poi la madre è passata all’altro mondo e Lois si è imbarcata alla volta di Salem, piccolo villaggio di puritani. A Barford ha lasciato il cuore: Hugh Lucy, erede e unico figlio del mugnaio, che le ha confessato il proprio amore prima della partenza. E così la vita di Lois è cambiata per sempre in un battito di ciglia. Il capitano Holdernesse la accompagna personalmente a Salem, a casa degli zii puritani. Purtroppo la lettera che avrebbe dovuto preannunciare l’arrivo di Lois non è mai stata recapitata, e così la ragazza inglese viene accolta con grande freddezza. Lo zio, l’unico a mostrarle un briciolo di affetto, ben presto muore, e Lois si trova sola a fronteggiare i suoi unici parenti: sua zia Grace, altera e rigida, e i figli Manasseh, afflitto da turbe mentali, Faith, apatica e cupa, e Prudence, dispettosa e crudele...

Elisabeth Gaskell (1810-1865), autrice inglese di grande successo, diede alle stampe Lois la strega all’età di 51 anni. La donna aveva cominciato a dedicarsi alla scrittura molti anni prima, per riprendersi dal tremendo dolore provato dopo la morte del figlio. I rapporti familiari e l’elemento “gotico” sono solo alcuni dei temi che la scrittrice ha affrontato nelle sue opere, ma in questo romanzo si fanno sentire con grande forza. La Gaskell mostra una straordinaria capacità di analisi dei rapporti umani e soprattutto della psicologia dei suoi personaggi: riesce a delinearla con poche parole, tratteggiando qualche aneddoto o qualche conversazione. Ma l’aspetto forse più potente della scrittura della Gaskell è la sua straordinaria attualità. Sono quattro i secoli a divedere noi dalla vicenda della strega Lois e sono due i secoli a separarci dall’epoca in cui visse la Gaskell. E nonostante questo l’autrice possiede una lungimiranza, un’apertura mentale e una coscienza critica che niente hanno da invidiare all’uomo contemporaneo. La prosa è sì quella tipica di molti romanzi ottocenteschi –scrittura piana e accurata, ampie descrizioni, conversazioni sobrie e morigerate –ma i temi trattati e il modo in cui tutta la storia viene raccontata sono di una grande freschezza. La Gaskell ha molto da dirci e da insegnarci, ascoltiamola.



 

 

 

 
 
 
 

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