Londra

Londra
La biografia di una città unica al mondo per storia, fascino, spessore e varietà urbanistica scritta da un londinese erudito e visionario. Una storia che parte dal mare di 50 milioni di anni fa e arriva al giorno d’oggi, attraverso i ricordi di pietre, palazzi, statue e strade e di coloro che vicino a loro sono vissuti e sono morti...
Fino al Giurassico Superiore, a Londra c’era il mare. Ancora oggi affiorano dalla terra conchiglie e fossili, testimonianze di quel remoto passato. Ma il rumore del mare c’è sempre, “quel grande mare mugghia ancora”, come scrisse Mary Shelley. E’ il ruggito del sangue che scorre nelle vene di Londra: non una semplice città, ma un organismo vivo e pulsante, una massa di tessuti. Di pietra, fango, ferro, ossa, cenere. Peter Ackroyd ci sommerge con una information overload lungo 79 capitoli avvincenti, istruttivi, sorprendenti, mai banali, ma la tempo stesso verbosi, impressionistici, a rischio di forzatura storica. Se non ci si perde nei meandri dell'immaginifica affabulazione aneddotica di Ackroyd, il piacere di una lettura ricca e speziata è assicurato. Nessuno ha mai saputo descrivere l'anima di Londra - soprattutto l'anima tormentata, sofferente, rancorosa, fuligginosa - come Ackroyd. Il libro è una sorta di poema d'amore per la città, straripante di erudizione e di talento. Chi conosce bene la città inglese scoprirà storie incredibili ad ogni angolo di strada, chi non l'ha mai visitata inizierà a guardare con occhi diversi alle offerte low-cost. I lettori che amano i saggi storici lineari e convenzionali troveranno qualche scelta discutibile, ad esempio quella di saltare da una linea temporale all'altra con disinvoltura, o meglio di adottare una sostanziale atemporalità, nel tentativo (riuscito) di dimostrare che la Londra di oggi è l'animale che è sempre stato. Una bestia feroce, complessa, enorme, che ha attraversato pestilenze, guerre, incendi devastanti, tutti fatti rivivere con passione tra le pagine del ponderoso saggio. La biografia di Londra finisce per essere in qualche modo l'autobiografia di Ackroyd, il libro che il giornalista britannico ha sempre voluto scrivere e che ha sempre evitato, il libro a cui ha sempre girato intorno. Ironia della sorte, il libro che stava per rubargli la vita, perché il giorno che ha finito di scriverlo è stato colpito da un attacco cardiaco, per fortuna superato.

 

 

 
 
 
 
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