Lontano dall’albero

Lontano dall’albero
Un figlio è, spesso, un tentativo di riproduzione di un noi stessi che viaggerà al nostro fianco con gusti e desideri simili a noi. Eppure dopo decenni di studi lo scrittore e psichiatra Andrew Solomon ci accompagna nel limbo figli-disabilità e lì troviamo il bandolo di una matassa aggrovigliata: gli handicap. Possono essere verticali oppure orizzontali e si impara a distinguerli sfogliando le pagine a poco a poco: la psicopatia per esempio è orizzontale, mentre la maggior parte dei criminali non è cresciuta da criminale – quindi si verticalizza – così come l’autismo o la disabilità intellettiva. Etichettare quindi la mente di un bambino come “malata” (autismo, sindrome di Down ecc) riflette senza dubbio più il disagio del genitore che del figlio, tanto che spesso si corregge ciò che forse sarebbe meglio lasciare com’era. Lo aveva già scoperto Freud: tutto ciò che i figli chiedono ai genitori è di essere tollerati nel proprio confuso spettro. Altro pericolo incombente è l’insistere nel cercare la perfezione oppure, peggio ancora, ricorrere alla brutale rinuncia di amare un figlio in quanto “diverso” … 
Spesso viviamo la genitorialità incuranti del fatto che i figli dovremmo amarli in quanto tali, e non per quella parte di noi che vogliamo vedere riflessa in loro come Solomon ci anticipa sapientemente già dal titolo, cioè anche quando cadono lontano da noi. Questo  saggio può portare un immenso beneficio, emotivamente, sgravandoci di quella colpa che un genitore si accolla sempre ogni qualvolta un figlio o una figlia assuma un comportamento diverso da quello che ci saremmo aspettati.  Dispoticamente, il  sentirsi genitori responsabili in tutto e per tutto di ciò che accade   riflette la nostra irrequieta convinzione di controllare il nostro destino. Imparando a guardare nel profondo degli occhi nostro figlio vedendoci sia noi stessi sia qualcosa di assolutamente strano e non riconducibile a noi e appassionandoci a questo con disinteressato amore, potremmo incontrare facilmente qualcosa che somiglia alla parola “felicità”.

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