Lord John e una questione personale

Lord John e una questione personale
Lord John Grey, seduto in attesa del Colonnello Quarry nella sala da pranzo di uno dei tanti club londinesi per gentiluomini, è preso dalle sue riflessioni: l’onorevole Trevelyan, in piacevole conversazione dalla parte opposta della sala da pranzo, è affetto, presumibilmente, dal “male francese”, la sifilide. La notizia non provocherebbe alcun effetto in Lord John, se non fosse che Joseph Trevelyan, ricco commerciante della Londra del 1757, è promesso sposo di sua cugina Olivia. È il colonnello Quarry che interrompe le sue riflessioni e gli suggerisce uno stratagemma per verificare la notizia: “Se ha la sifilide, l’avrà pur presa da qualche parte, no?”, insinua l’amico, consigliando di fare visita ad un bordello. Ma il dovere chiama, e Lord John, incaricato di far visita alla vedova del colonnello O’Connell, membro del reggimento trovato misteriosamente morto, approfittando delle condoglianze come consuetudine indaga. Le ricerche portano ad ulteriori importanti dettagli che legano strettamente le due indagini: il cerchio si stringe sempre più attorno a Mr Trevelyan. Le morti si susseguono in un intrigo sempre più complesso, che disegna una Londra settecentesca un po’ noir e un po’ dimessa, nella quale si muovono i personaggi di questo romanzo, tutti legati dalla nebbia (non sempre metaforica) che circonda luoghi, situazioni e anime…
Ogni elemento è legato all’altro come in un domino: una volta cascato il primo tassello, lentamente si svelano tutti gli altri. Il racconto si caratterizza come un tipico romanzo giallo, con ricerche condotte dall’eroe protagonista, la presenza del fedele aiutante, misteri e colpi di scena, l’immancabile spiegazione finale che ricompone tutti gli elementi. Ma la vera forza del romanzo è nelle descrizioni degli ambienti e nella presenza del personaggio principale, dell’eroe che cattura e affascina. L’autrice è nota per essere una scrittrice attenta ai dettagli, capace di ricreare quell'atmosfera londinese del 1700 attraverso le descrizioni, curate e fedeli, dei luoghi quanto delle relazioni sociali, portando il lettore nella storia, quasi a renderlo coprotagonista. Accanto ad un personaggio raffinato come Lord John Grey, che dalle prime pagine conquista con la sua eleganza, il suo acume e la sua sottile ironia. Diventa un compagno di viaggio, una sorta di Sherlock Holmes che conosciamo da sempre: attento ad ogni minimo dettaglio, arguto e profondo conoscitore del suo tempo, capace di avere una visione ampia dei fatti e di legare opportunamente gli eventi fino a svelare intrighi insospettabili. Lungo lo scorrere del plot lo stile del protagonista si contrappone a luoghi e personaggi malfamati della Londra nascosta, in un contrasto che dà ritmo alla narrazione. In alcuni passaggi, il romanzo ricorda Il petalo cremisi e il bianco di Michel Faber, ma non colpisce con altrettanto fascino e convinzione: se le scene catturano davvero nella lettura, le premesse tessute nelle prime pagine del romanzo creano aspettative che non sempre vengono mantenute nel racconto.

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