L'ultimo patriota

L'ultimo patriota
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Washington  DC. Nei pressi del Jefferson Memorial, il presunto agente dell’FBI Andrew Salam e Nura Khalifa, una sua “risorsa”, si incontrano per scambiarsi delle informazioni: pare, infatti, che lo zio della ragazza, il professor Marwan Khalifa, uno dei più celebri studiosi del Corano al mondo, sia in pericolo di vita. E anche loro, visto che non si sono accorti dei due uomini che sono sbucati dalle tenebre alle loro spalle.
Roma. Il professor Khalifa sta lavorando, per conto della Yemeni Antiquites Authority, al restauro di una serie di codici scritti del Corano scoperti nel 1972, la maggior parte dei quali risale ai primi due secoli della storia dell’Islam: sono i primi brani del Corano conosciuti dall’umanità. La sua ricerca è correlata a quella di uno studioso americano, Anthony Nichols, e potrebbe cambiare definitivamente i dogmi e gli insegnamenti dell’Islam. Per questo motivo il professore viene raggiunto da un sicario vestito da prete e fatto fuori.
Parigi. Scot Harvath, ex agente speciale del servizio segreto assegnato al presidente degli Stati Uniti, ha abbandonato il suo lavoro per seguire una vita normale e stare con la sua donna, Tracy Hastings, ex genio artificiere della Marina che ha perso un occhio durante una missione. I due sono seduti ai tavoli di un caffè, quando Scot riesce a salvare miracolosamente un uomo da un attentato dinamitardo: è Anthony Nichols, incaricato direttamente dal presidente americano Rutledge di condurre una ricerca che porrebbe definitivamente fine al fondamentalismo islamico. Una ricerca che conduce a Thomas Jefferson, il primo presidente ad aver combattuto, nel lontano 1802, una guerra contro le potenze islamiche…
L’ultimo patriota è il settimo romanzo della saga dedicata a Scot Harvat, inaugurata dallo scrittore di Chicago Brad Thor nel 2001, e il primo pubblicato in Italia nella storica collana “Segretissimo”. Il punto di partenza della vicenda è il conflitto tra gli Stati Uniti e il mondo islamico, che ha certamente toccato la sua acme in quel tristissimo giorno dell’11 settembre 2001 ma affonda le radici nella fine del XVIII secolo, quando la nazione americana aveva da poco tagliato il cordone ombelicale dalla madrepatria inglese e si era costituita in una federazione di stati. E il primo a ribellarsi ufficialmente ai ricatti che giungevano dal Nord Africa fu Thomas Jefferson, il quale diede vita a quella che è conosciuta come la “Prima guerra barbaresca”. Nella finzione storica del romanzo la religione islamica ha un tallone d’Achille: l’ultima rivelazione di Maometto non inserita nel Corano e rinvenuta dallo stesso Jefferson grazie allo studio di una delle prime copie del Don Quijote di Cervantes, profondo conoscitore del mondo arabo per aver combattuto la famosa battaglia di Lepanto del 1571. Da queste coordinate storiche si sviluppa una trama al cardiopalma che non presenta cali di tensione e si nutre della paura americana nei confronti del terrorismo islamico. In realtà si ha la sensazione che l’autore abbia voluto calcare la mano nel presentare due schieramenti contrapposti in cui non è difficile decifrare quale sia il bene e quale il male. Ma il risultato non cambia: L’ultimo patriota è un romanzo che mescola spionaggio, thriller , storia, enigmi e religione, costruito attraverso un uso equilibrato dello strumento espressivo che evita al lettore pagine di inutili descrizioni, e si inserisce in quel filone di letteratura di genere à la James Rollins (viene citato anche Painter Crowe della sigma Force) che, pur toccando temi scottanti ed attuali, contribuisce a creare divertimento attraverso il favoloso mondo della lettura.

 

 

 
 
 
 
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