L'ultimo sangue

L'ultimo sangue
Una madre perde prima il marito e poi il figlio; Nino Cascione ottiene un lavoro al comune come suo padre; Giginobumbum ripensa alla sua vita prima di morire; un 'assicuratore' come quelli di una volta; un ex operaio dell'Italsider rimpiange i bei tempi a Bagnoli; un cadavere viene ritrovato sugli scogli; un borseggiatore implora clemenza appellandosi alla storia di Napoli; la macabra arte del 'morire acciso'... Probabilmente se Gomorra di Roberto Saviano non fosse diventato uno dei bestseller editoriali degli ultimi anni, questo libro, nato dalla collaborazione tra il fotografo Stefano Renna e lo scrittore Marco Salvia, non avrebbe mai avuto la possibilità di essere dato alle stampe. Si tratta di un lavoro molto interessante che riutilizza le foto dei delitti di camorra, scattate da Renna (collaboratore di “Repubblica”, “Corriere della Sera”, “L’Espresso” e altre importanti testate) in vent'anni di lavoro per le strade di Napoli, facendole rivivere come perfetto contrappunto dei racconti scritti da Salvia. Racconti che, utilizzando un efficace ibrido tra lingua italiana e dialetto napoletano, vedono protagonisti vittime, carnefici e tutti quei personaggi minori che vivono la quotidianità del sottobosco camorristico diventando, spesso loro malgrado, i 'profeti' dell'arte di arrangiarsi. L'intento degli autori è quello di far luce su questo mondo nascosto, anche a causa della scarsa attenzione data dai giornali e dalla televisione all'argomento, e di dar voce a tutte quelle 'vittime' che voce non hanno e sono perciò costrette dalle circostanze a restare per sempre nel vicolo anche qualora avessero l'intenzione di venirne fuori. Onore al merito quindi agli autori e a Stampa Alternativa, sempre attenta alla pubblicazione di libri 'eretici'.

 

 

 

 
 
 
 
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