Lumina

Lumina
1257. L'ex cavaliere Corax di Wildenburg vive in una foresta solitaria e selvaggia, isolato dal mondo che lo ha deluso. Con lui la giovanissima figlia Libuse, che possiede la conoscenza della magia elementale ed è protetta da un enorme, feroce cinghiale che ha battezzato Ombranotte. I contatti umani dei due si limitano a poche necessarie incombenze commerciali svolte presso un vicino monastero cistercense. Qui vive anche Aelvin, un giovane novizio innamorato di Libuse e riottoso alle durezze della vita sacerdotale. Una notte si presentano al monastero Alberto di Lauingen, detto Alberto Magno, priore del convento dei domenicani di Colonia - uno dei massimi pensatori del suo tempo - e una misteriosa ragazza ferita che si fa chiamare Favola. I due sono inseguiti dai soldati dello spietato Arcivescovo di Colonia Corrado di Hochstaden, e portano con loro una pianta dalle prodigiose virtù: la Lumina, ultimo esemplare sopravvissuto del Paradiso terrestre. Dice la leggenda che chi la riporterà nel suo luogo d'origine farà rifiorire il leggendario giardino dell'Eden...
Arrivano anche in Italia le opere di Kai Meyer, giovane e prolificissimo scrittore della Westfalia noto soprattutto per la sua fantasy per ragazzi. Qui Meyer alza il tiro con un romanzo fascinoso e ambizioso, zeppo di tutti gli ingredienti che rendono la lettura di un libro del genere un'avventura degna di esser vissuta: amore, morte, magia, viaggio, esotismo. C'è chi potrebbe soffrire della sensazione evidente di 'libro studiato a tavolino', e chi invece si abbandonerà sognante al ritmo forsennato di questa favola violenta e romantica. A noi è capitato in sorte il più benevolo dei due destini.

 

 

 

 
 
 
 
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