Luminosa tenebra

Luminosa tenebra

1808. La città di Lotingen, nella Prussia occupata, non è stata invasa solo dai francesi, ma anche da orde di insetti che sembrano quasi fiorire dal fango e dallo sterco che copre letteralmente le strade e ammorba l’aria in questa estate torrida. L’esercito di Napoleone del resto consuma una quantità immane di pecore, mucche e maiali le cui carcasse vengono lasciate a marcire dove capita, e ha al seguito migliaia di cavalli che – come del resto i loro cavalieri – non si fanno certo scrupoli a defecare in mezzo alla strada. La moglie del procuratore Hanno Stiffeniis, Helena, che è all’ottavo mese di gravidanza, cerca di proteggersi dal fetore chiudendosi in casa assieme ai suoi tre figli piccoli, mentre il marito si fa accompagnare quasi tutte le mattine dal suo comprensibilmente poco entusiasta segretario a pesare campioni di letame per stilare una protesta ufficiale da presentare alle autorità occupanti francesi. Questo nauseabondo tran tran viene interrotto da una convocazione urgente da parte del generale napoleonico Louis-Georges Malaport, comandante di tutte le guarnigioni francesi lungo il Baltico, da Danzica a Königsberg: costui affida al procuratore Stiffeniis l’incarico di recarsi lungo la costa baltica per indagare su un misterioso ed efferato omicidio ai danni di una raccoglitrice d’ambra. Napoleone ritiene il commercio di questo materiale un interesse vitale per la Francia e non tollera che qualcuno gli metta i bastoni tra le ruote. Hanno però esita: il parto della moglie è imminente, e l’idea di collaborare con l’esercito invasore così strettamente non lo entusiasma affatto. La vittima però è prussiana, e quindi il procuratore si decide a partire per la remota cittadina di Nordcopp: qui troverà ad attenderlo segreti, sospetti, dolore e un orrore apparentemente senza fine…

L'ambra è una resina vegetale fossile che può contenere insetti imprigionati al momento della sua formazione, milioni di anni fa. L’ambra è rara, costosa e affascinante, e non a caso secoli fa ha avuto un ruolo essenziale nel commercio europeo. Ma soprattutto l’ambra è la vera protagonista del plot del terzo romanzo della saga ottocentesca di Hanno Stiffeniis firmata da Michael Gregorio, nom de plume di Michael G. Jacob e della moglie Daniela De Gregorio, ex insegnanti rispettivamente di Inglese e di Storia e Filosofia. Se il primo capitolo era un vero e proprio giallo filosofico e il secondo una rilettura di tutti i cliché del thriller contemporaneo, questo Luminosa tenebra cambia completamente cifra stilistica e ci regala una selvaggia celebrazione grand guignol, col suo inconfondibile mix di gusto macabro, putrefazione, degrado, mutilazioni, orrore, violenza e guerra – senza disdegnare nemmeno qualche sequenza davvero gore. Dopo una prima parte molto ‘sensoriale’ che ci restituisce integra la visione di una città occupata da un esercito nemico fatto di decine di migliaia di uomini e animali con le loro necessità fisiologiche, il loro sprezzo di ogni norma igienica e la loro vocazione al massacro - il riferimento inevitabile è a Il profumo di Patrick Süskind – il plot giallo vero e proprio decolla, contorto e violento quanto basta. I personaggi (tra tutti segnaliamo il burbero colonnello Les Halles, l’operaia sfigurata Hilde e la prostituta nana Erika) sono riusciti e sfaccettati, credibili nonostante i loro tratti simbolici - e iperbolici, e rispettano la continuity narrativa (ad esempio Helena, che ne I giorni dell’espiazione era incinta, ora è prossima al parto). E l’ingrediente mistico-visionario del libro quando arriva giunge del tutto inatteso, a sorprendere il lettore. E a deliziarlo. Spaventarlo. Farlo innamorare del libro.

Leggi l'intervista a Michael Gregorio

 

 

 

 
 
 
 
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