LUNA – Il sequestratore di graal

LUNA – Il sequestratore di graal

“Il Professore è cambiato”. Pan si interroga cercando di capire cosa abbia reso il padrone di casa così diverso nel giro di pochi minuti. Prima che Jak’an entrasse in sala e interrompesse quella strana cena tra di loro, quell’uomo che aveva conosciuto solo qualche ora prima si era mostrato affabile e cortese ma distante, come se qualcosa lo distraesse continuamente. Adesso invece, nota Pan mentre riprende a giocare con la pasta che le è rimasta nel piatto, sembra che sorrida; non un sorriso palesato, ma un ghigno di soddisfazione che a stento riesce a nascondere e che traspare da quei suoi occhi grigi, fino a quel momento impenetrabili. Nello studio di Mc Jin, Pan ha sentito che di quel professore ci si poteva fidare; quella mattina era stato l’unico a essersi dimostrato disposto ad aiutarla nella ricerca di suo marito Carl – ormai scomparso da mesi; e quindi perché non accettare un invito a cena per discutere del caso e magari trovare una nuova pista da seguire? Fino a quel momento niente l’ha allarmata: non la facilità con la quale l’uomo l’ha messa a parte del segreto sul Siero, né la sua conoscenza di tanti dettagli sui casi di sparizione di cui solo una cerchia ristretta di persone dovrebbe essere a conoscenza. Eppure, dopo l’ingresso del ver’son, un senso di disagio si è impossessato di Pan. In genere, grazie al suo graal, è in grado di avvertire quando qualcosa non va, eppure fino ad allora il suo potere è rimasto silente. Ma allora perché non riesce a godersi come dovrebbe quella strana cena?

Il sequestratore di graal è il primo volume della saga LUNA, che per dirla con le parole dello scrittore Antonio Alvares “è nata prepotentemente. È come se sentissi la necessità di descrivere, tramite il genere fantastico, le speranze dell’uomo, le sue paure, le sue debolezze, il grande amore per la vita di alcuni e la profonda disillusione per la società di altri”. Forte di anni passati come Game Master in giochi di ruolo come il celebre Dungeons & Dragons, Alvares riesce a costruire un universo fantasy che non si esaurisce solo nel fantastico, ma che è in grado di passare agilmente anche nella fantascienza senza risultare paradossale. Ed è questa la bellezza del romanzo: nonostante l’intreccio di storie e personaggi sia ampio e articolato, nulla è lasciato al caso. Dalla Storia intesa come periodo che ha condotto all’universo presentato nel romanzo, sino alla caratterizzazione dei singoli personaggi passando per alcuni capitoli dedicati interamente a spiegazioni “scientifiche” sul graal e la filosofite. Un romanzo che è a metà tra il fantascientifico, il fantasy e il thriller e dove si possono riconoscere le influenze dei grandi scrittori del genere, da Isaac Asimov a George Orwell, da Ray Bradbury a J.R.R. Tolkien, fino ad Aldous Huxley e Licia Troisi o anche echi di serie televisive, prime fra tutte quelle britanniche Black Mirror e Doctor Who. Una lettura che coinvolge e scorre facilmente anche quando è rallentata dai capitoli dedicati a elementi storici e che permettono al lettore di orientarsi lungo la narrazione.



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