Luna

20 luglio 1969, Roma. Nella sala delle telescriventi della RAI è in pieno svolgimento il “concerto meraviglioso e ormai perduto” delle macchine – ognuna per ogni agenzia di stampa – che stanno battendo la notizia del secolo, probabilmente del millennio: alle 22:17 un uomo ha messo piede sulla Luna. Il giovane giornalista Bruno Vespa strappa la risma di fogli della France Press, la più tempestiva, e imbocca di corsa le scale verso lo Studio 3, al pianoterra, dove è in corso la storica diretta televisiva italiana dell’evento con Tito Stagno e Andrea Barbato (che hanno fatto parte della trasmissione senza pantaloni per il gran caldo, tanto erano inquadrati a mezzo busto), Piero Forcella, il deputato-scienziato Enrico Medi e decine e decine di ospiti. Ha appena avuto luogo il celebre battibecco tra Stagno e il corrispondente dagli Stati Uniti Ruggero Orlando sul momento esatto in cui il LEM aveva effettivamente toccato il suolo lunare (intervistato in questi giorni, il quasi novantenne Stagno ha sottolineato come i due giornalisti, impegnati nella discussione, si persero il celebre annuncio di Neil Armstrong, “The Eagle has landed”). Del resto, come racconta Oriana Fallaci, inviata a Houston, le voci degli astronauti americani “(…) giungevano disturbate da sibili, fischi, quattrocentomila chilometri laggiù nel cosmo”. La tensione pochi minuti prima era al massimo non solo sulla Terra, anzi: arrivato a 1500 metri di quota, Armstrong aveva infatti visto che “il computer di bordo stava portando il LEM verso una zona rocciosa assai poco confortevole”. Così, quando il modulo lunare era a soli 150 metri dal fondo del cratere scelto per l’allunaggio dai tecnici NASA mesi prima, Armstrong aveva preso i comandi manuali del LEM per cercare a vista “un posto più comodo per atterrare”. A Houston si erano messi le mani nei capelli: era una scelta a dir poco azzardata, quasi folle, il carburante in più era pochissimo e chi garantiva che si sarebbe potuto trovare un punto più adatto all’atterraggio nei pochi secondi disponibili? Solo a circa 60 metri dal suolo, Armstrong aveva deciso il punto esatto di atterraggio, tanto che appena il LEM si era adagiato sul suolo lunare Charles Duke, l’astronauta che seguiva le operazioni dalla Terra come CapCom, voce del controllo di missione, aveva detto: “C’è un bel mucchio di ragazzi qui che stavano per diventare blu. Ora possiamo riprendere a respirare. Grazie infinite”. Intanto Walter Cronkite, il più importante anchorman statunitense, gridava con tutta la voce che aveva ai microfoni della CBS: “Incredibile, gente! L’uomo è sulla Luna!”…

Accettando un “affettuoso suggerimento” di Antonio Riccardi, oggi direttore editoriale della SEM ma per anni direttore alla Mondadori e suo vecchio amico, Bruno Vespa – giornalista che non ha bisogno di presentazioni dato che da più di vent’anni conduce su RAI Uno “Porta a Porta”, il talk show di politica, società e costume più importante e seguito della televisione italiana, e sforna con implacabile costanza instant-book vendutissimi – ci regala un libro che, pur nell’affollato panorama di volumi usciti in occasione del cinquantesimo anniversario dell’allunaggio, non è affatto superfluo. Trattandosi infatti in buona sostanza di un “best of” di tutti i più importanti saggi e reportage pubblicati (o trasmessi in televisione) sull’argomento a oggi e di quasi tutte le interviste ai protagonisti disponibili, è del tutto ovvio che sia una lettura assolutamente godibile. Un fuoco di fila di dichiarazioni memorabili, retroscena e curiosità raccontate con uno stile giornalistico talmente semplice e diretto da risultare rassicurante: al bando tecnicismi e linguaggio scientifico, è come se una grande testata popolare – per non far torto a nessuno come esempio scegliamone una del passato, poniamo “La Domenica del Corriere” – avesse realizzato un supplemento di qualche centinaio di pagine con articoli sulla Space Race, l’allunaggio, le prospettive dell’esplorazione umana dello spazio e il ruolo della Luna nella letteratura e l’immaginario collettivo. Splendida lettura per un weekend di mare o di montagna, dunque: naturalmente per chi sa poco dell’argomento e vuole avere una “infarinatura” puntuale sì, ma senza faticare troppo. Il combinato disposto della aneddotica su Apollo 11 e dintorni e dei ricordi personali di Vespa, che alla fine di luglio del 1969 aveva venticinque anni ed era entrato in RAI da nemmeno due mesi, fa di Luna – Cronaca e retroscena delle missioni che hanno cambiato per sempre i sogni dell’uomo (notare il contrasto tra titolo cortissimo e sottotitolo lunghissimo) un prodotto editoriale interessante e onesto. The wasp has landed.



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