Luna d’inferno

Luna d’inferno
Quindici uomini, il paesaggio scabro, polveroso e crudele della Luna, una missione ambiziosa: sopravvivere per due anni sulla faccia nascosta del satellite. Le tappe del programma sono chiare: smantellare il razzo che li ha portati fin lì e costruire un habitat, quindi iniziare un rigido programma di esplorazioni. Due anni sono duri da passare lavorando solo la notte e non potendo comunicare con la Terra, finalmente il razzo di soccorso sta per arrivare, ma l'imprevisto è dietro l’angolo...  Gli autostoppisti possono essere tipi molto curiosi, si sa. Tuttavia, il tizio caricato da Jim Bendell è sicuramente il più curioso di tutti. Bel fisico, vestiti strani, accento mai sentito prima. Dice di essere un viaggiatore temporale e di venire dal futuro... L'oggetto volante piroetta, si avvita, lancia un bagliore perlaceo e si schianta al suolo da quindicimila metri. Santo cielo, Bob! Corrono tutti verso il luogo dell'impatto, frugano fra le macerie annerite. Che fine ha fatto Bob? Dov'è il suo corpo?... Antartico. Fuori meno cinquanta gradi, dentro caldo bollente, aria secca, puzzo di corpi sudati. Tutti gli uomini sono accalcati attorno al tavolo su cui giace la cosa, un corpo completamente congelato, coperto da un telo cerato. Gli sguardi saettano tra i presenti nel più totale silenzio. Ecco, il comandante prende la parola...
I racconti presentati in questa collezione risalgono a periodi differenti della produzione di Campbell. Da Luna d'inferno (1950) a La cosa d'un altro mondo (1938) le differenze sono tuttavia minime. Caratteristica principale di Campbell, infatti, è sempre stata la continuità e coerenza nella sua opera di narratore, senza particolari salti o fasi diverse. Il talento dell'autore qui è rivelato appieno in racconti che sono davvero famosissimi. Basti pensare che La cosa d'un altro mondo ha originato ben tre film cult ("La cosa da un altro mondo" di Howard Hawks - 1951, "La cosa" di John Carpenter - 1982, "La cosa" di Matthijs van Heijningen jr. - 2011). Pur essendo fra loro diversissimi, questi racconti mantengono una costante: la sfida dell'uomo alla natura attraverso le capacità offerte dalla tecnologia. Proprio la tecnologia, anzi, rappresenta una sorta di arma finale contro i limiti e i pericoli imposti dalla natura. Motore fondamentale per il superamento delle difficoltà, però, è sempre la determinazione umana. Di più, la determinazione e la volontà dei singoli. Nella concezione di Campbell sono sempre i singoli a fare la differenza, più che la comunità. È l'impegno dei singoli che porta avanti la scienza e sono sempre i singoli a sfondare le barriere imposte dal cosmo per allargare la conoscenza. Di contro l'universo è quasi sempre ostile, fonte di imprevisti e indicibili pericoli. Non si scende mai a patti con l'universo, non c'è alcuna provvidenza nascosta o rivelata in grado di venire in aiuto. I protagonisti di Campbell vincono o sopravvivono grazie alle loro doti individuali e alla conoscenza scientifica. Nient'altro. Sorrette da una conoscenza scientifica solidissima (Campbell era laureato in fisica teorica) e da una prosa secca e asciutta, da memoriale più che da narratore, le trame qui presenti ci offrono una suspense fredda e quasi spietata ad un ritmo giroscopico. Un piccolo appunto alle traduzioni: forse l'importanza dell'autore e dei racconti presentati avrebbe meritato una revisione alle traduzioni più datate.

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