Luna, ovvero nessuno

Luna, ovvero nessuno

Come ogni mattina, Luna prende il treno dalla provincia di Roma verso la Caput Mundi. Come sempre la direzione è stazione Tiburtina. Il treno è pieno di pendolari che – come ogni santo giorno – si muovono come automi verso il lavoro o l’università, rigorosamente tra uno spintone e l’altro, schiacciati dal peso della mobilità (?!) romana. Mentre si avvia verso il suo corso di portoghese, Luna si immerge totalmente nei suoi pensieri, fantastica astraendosi da quella sciatta realtà quotidiana. Ultimamente ha un sogno ricorrente, che porta il nome di una città: Lisbona. Ma quella mattina c’è qualcosa di strano nell’aria. Il treno si ferma improvvisamente in mezzo alle campagne. Sarà il solito guasto, ci fosse una volta che fila tutto liscio. La sosta però è breve e il treno sembra ripartire normalmente, annunciando la stazione di arrivo, ovviamente Roma Tiburtina. È ora di prepararsi a scendere: Luna prende le sue cose, principalmente libri e cuffiette per la sua musica, si avvicina alle porte del treno. È strano, perché sembra sia l’unica a dover scendere. Eppure Tiburtina è una meta frequentatissima, di solito alle porte c’è una calca mostruosa. Strano che invece gli altri pendolari non si stiano muovendo di una virgola. Mah. Quando Luna scende dal treno ha un sussulto: quella non è la stazione Tiburtina, quella non è proprio Roma, ma ha qualcosa di familiare. Poi un uomo le si avvicina e le parla in portoghese. Incredibile ma vero, Luna è finita a Lisbona, la Lisbona del 1920…

Luna, ovvero Nessuno è il romanzo d’esordio di Leonardo Angelucci, sostenuto da una campagna di crowdfunding su produzionidalbasso. Di Leonardo in questo libro c’è tantissimo. La scrittura per lui non è una novità, dato che parliamo di un cantautore e musicista da sempre “invischiato” con le parole, rigorosamente in poesia, a suon di musica. E questo romanzo sa di musica e poesia, oltre che dell’amore per Lisbona e per la cultura portoghese. La storia ruota intorno a una giovane ragazza, Luna, che improvvisamente si ritrova sbalzata in un’altra epoca e in un’altra città. La Lisbona di inizio Novecento è molto diversa dalla Roma del 2020, ovviamente, ma ugualmente affascinante. E Luna la conosce molto bene. Ambientare un romanzo in un’epoca e in un luogo tanto lontani è stata una scelta molto coraggiosa per un autore al primo romanzo: il rischio di scivolare su cliché e anacronismi è sempre dietro l’angolo, eppure in Luna, ovvero Nessuno tutto fila come dovrebbe. Il passato in cui si ritrova Luna non è slegato dal presente, lo cita continuamente, con riferimenti musicali, culturali, linguistici. Proprio di musica (e di cibo!) è intrisa ogni pagina, trovando il suo culmine nella rappresentazione fisica ed emotiva del musicista francese, anche lui catapultato nel passato direttamente dagli Anni Settanta. Nella Lisbona degli Anni Venti ritroviamo anche Fernando Pessoa, insieme alle sue molteplici personalità, in primis Alvaro. Fernando è tra i personaggi chiave della storia, a cavallo tra i buoni e i cattivi, in una continua osmosi che definisce perfettamente il suo contrasto interiore. Con uno stile leggero ma non banale, Leonardo/Luna ci accompagna nello sviluppo della storia, che scorre rapidamente e si sviluppa senza intoppi verso la fine. Che poi fine non è.

LEGGI L’INTERVISTA A LEONARDO ANGELUCCI



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