Lune di miele

Lune di miele
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Ralph e Alice Anne sono poco più che due ragazzini, quando si incontrano per la prima volta al parco dei dinosauri. È una sera d’estate: lui in giro con una vecchia Ford a bere birra coi suoi amici; lei che annaffia il dorso di un dinosauro blu in pantaloncini rossi cortissimi e top bianco senza maniche. I due si sposano presto, Alice Anne rimane incinta dopo avere fatto l’amore con Ralph per la prima volta, ed è convinta che lui – che lavora in una segheria ma ha ambiziosi progetti come poeta ‒ sia la persona più in gamba che abbia mai conosciuto in vita sua. Certo non sono ricchi, e sono costretti a passare la luna di miele al Dixie Court, un campeggio periferico dotato di piccola piscina e televisore in bianco e nero; poi si sarebbero trasferiti alla casa mobile della madre di lui, la quale aveva messo a disposizione degli sposini la stanzetta sul retro. Judy, una graziosa ragazza affabile e giudiziosa, ha sposato Jim Stark dopo averlo scelto con cura dall’albo del college, dopo avere scaricato il suo ex ragazzo, ex star del football che ha perso la borsa di studio per meriti sportivi. Jim è un ragazzone per niente sportivo, solitario e depresso, che porta i basettoni e le felpe col cappuccio; scrive per il giornale della scuola e gira voce che componga poesie. Girano anche altri pettegolezzi sul suo conto: che voglia iscriversi a giurisprudenza, e che abbia avuto guai seri con la legge in passato. Ma si sa, non tutto quello che si dice corrisponde a verità: il ragazzo infatti si laurea alla West Virginia in letteratura inglese e comincia a lavorare come insegnante in un piccolo college privato della Pennsylvania. Anche Judy insegna: i soldi non sono molti, ma le poteva andare decisamente peggio, tipo sposare un camionista addetto al trasporto di birre. Non che a Jim non piaccia la birra, intendiamoci: gli piace parecchio bere, e non solo quello. Anche fumare spinelli, e calarsi qualche acido. Lui e Ralph sono amici per la pelle, due giovani dediti al vizio e pieni di belle speranze che non hanno assolutamente idea di come fare a concretizzare...

Jim Stark e Ralph Crawford: ovvero, Chuck Kinder e Raymond Carver, due scrittori famosi, due amici protagonisti di un’autobiografia che l’autore ha impiegato ben un ventennio per scrivere. La cosa buffa è ‒ proprio come in un gioco di specchi ‒ che mentre la scriveva, un brillante allievo del suo corso di scrittura, tale Michael Chabon, scriveva a sua volta un libro proprio su Kinder che la scriveva! Chabon pubblicò il suo libro, dal titolo Wonder Boys, nel 1995, e nel 2000 ne fu tratto il film, con Michael Douglas protagonista nei panni di Kinder, sotto lo pseudonimo di Grady Tripp. Lune di miele invece vide finalmente la luce nel 2001: ambientata nella California decadente degli anni '70, irriverente e dissacrante, l’autobiografia di Chuck Kinder è una lettura gradevole; merito di un ventaglio di personaggi grotteschi, così vitali e fragili al tempo stesso, così terribilmente umani da spingere il lettore ad affezionarvisi senza riserve. E merito anche di una scrittura semplice, assolutamente senza fronzoli o filtri di sorta: la superficie ha un sapore quasi frivolo, nella quale prevale un certo infantilismo nell’affrontare la vita da parte dei protagonisti, tra on the road, sesso occasionale, sbronze colossali, furiosi litigi coniugali (spesso e volentieri per i motivi più futili), tradimenti continui. Ma se si scava a fondo, ci si rende conto che l’amarezza è costantemente dietro l’angolo, assieme alla disillusione e alla frustrazione dovuta all’incapacità di amare, di crescere, di centrare gli obbiettivi, di rappresentare un esempio positivo per i propri figli. Leggendo Lune di miele si ha la sensazione di essere di fronte ad uno schermo: è come leggere una brillante sceneggiatura, ogni capitolo rappresentato da una scena potente e significativa, che ci catapulta con forza nel mondo degli eccessi e della decadenza, e nella quale il dialogo – fitto, talvolta surreale nei contenuti, ma sempre e comunque divertente – mette a nudo, in modo disarmante e senza vergogna l’animo irrequieto e contraddittorio degli straordinari protagonisti.



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