L'uomo che metteva in ordine il mondo

L'uomo che metteva in ordine il mondo
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La vita di Ove si è sempre basata sull'ordine, sulla puntualità, sul rispetto delle regole e sulla capacità costruirsi tutto con le proprie mani. Seguendo le orme di un padre integerrimo e ligio al dovere, con fatica e determinazione si è costruito una casa, ha trovato un buon lavoro, ha incontrato la donna della sua vita che ama incondizionatamente. Ogni mattina si alza alla stessa ora, procede alla ronda ispettiva per controllare che nessuno degli abitanti del quartiere abbia violato le regole sulla raccolta differenziata, sui divieti di transito e parcheggio, bacchettando senza ritegno tutti quelli che le trasgrediscono. Per questo viene considerato dai residenti “un vicino amaro come una medicina”. Nella sua visione del mondo intero tutto dovrebbe scorrere su binari ben definiti, ma il destino ha deciso che per Ove niente deve andare come previsto. Sessantenne, dopo anni di onorato lavoro, è stato gentilmente invitato ad andare in pensione. E poi anche le Saab non sono più quelle di una volta e il suo solo amico Rune prima si è comprato una Bmw e poi è diventato talmente vecchio che i colletti bianchi dei Servizi sociali se lo vogliono portare via. Soprattutto, sua moglie Sonja non c'è più. E la vita non ha più ragione d'essere vissuta. Per questo, Ove ha disdetto i contratti di luce e gas, ha pulito la macchinetta del caffè, ha scritto una lettera dando precise istruzioni sul suo funerale e ha fissato un gancio al soffitto, al quale appenderà una corda e un cappio. Ma gli imprevisti possono assumere vari aspetti: quello di un gatto spelacchiato e mezzo assiderato, oppure di una famiglia strampalata appena trasferitasi nel quartiere che, tra chiasso e incidenti, non lascia morire in pace le persone...
“Un uomo che si chiama Ove...” e “Un uomo che si chiamava Ove...”: iniziano sempre così i capitoletti di questo libro, nato dalle pagine di un blog e diventato un libro tradotto in più di trentadue paesi. Ove è l'archetipo dell'uomo puro, perfettamente incastonato dentro una società di individui che dovrebbero incastrarsi uno con l'altro con una perfezione serafica e senza sbavature. Ma la città di Utopia non esiste nemmeno in Svezia e sopratutto non è possibile tenere fuori dalla porta dolore e imprevisti. La bellezza di questo libro, che dal principio sembra piatto per poi caricarsi di sentimento un poco alla volta, sta nello svelarci la vera vita di Ove, centellinandola fino a un finale che vi commuoverà.

Leggi l'intervista a Fredrick Backman

 

 

 

 
 
 
 
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