L'uomo verticale

L'uomo verticale
Italia: un tempo imprecisato nel futuro, un momento storico in cui il declino della civiltà ha raggiunto il punto più basso della sua parabola discendente, in cui la barbarie la fa da padrone - e la legge, la giustizia, le norme base della convivenza civile non sono che un ricordo sepolto nel ventre del passato. Leonardo è un cinquantenne docente universitario, scrittore molto famoso, che si è ritirato nel proprio paese natale dopo essere stato accusato di aver abusato di una sua allieva. Dopo lo scandalo che lo ha travolto ha abbandonato la sua famiglia, sua moglie e sua figlia Lucia, l’accademia e il mondo della scrittura per trovare sollievo nella serenità di una vita semplice. Sette anni dopo la sua scelta obbligata, sua moglie, che si è rifatta una vita, torna da lui. Sta lasciando l’Italia alla volta della Svizzera perché il paese è troppo pericoloso. Affida a Leonardo sua figlia Lucia e il figlio avuto dal suo compagno, Alberto, e promette di tornare a riprenderli al più presto. Passano i giorni e la situazione precipita. Nessuna traccia della ex moglie di Leonardo e attorno il piccolo paese è depredato. La piccola compagnia - Leonardo, Lucia e Alberto e il cane Baushan - si mette in viaggio. Quello che toccherà loro di vedere e di vivere sulla propria pelle è la decadenza della civiltà, è la materializzazione dei nostri incubi peggiori, la legge del più forte e della violenza come minimo denominatore comune. Leonardo baratterà la sua mano per salvare Lucia, Alberto si perderà nel male che tutto avvolge, Lucia troverà conforto solo nella speranza di un futuro migliore e diverso. A far loro compagnia un elefante, David, l’asina Circe, un ragazzo che ha perso i suoi genitori, Salomon e che non ha ceduto alle lusinghe della corruzione morale e Sebastiano, giovane e di una saggezza disarmante...
L’uomo verticale è un libro dolorosamente necessario, forte come uno schiaffo in pieno viso. Davide Longo tratteggia la fine dell’Italia, la fine della società civile, la fine del sentirsi “umani” e del provare amore. Dalle sue descrizioni il lettore riesce a riconoscere le Langhe e, probabilmente, Genova, senza che mai si faccia un riferimento geografico preciso. I personaggi si muovono in un non-luogo e in un non-tempo. Ciò che scandisce la loro vita è la necessità di difendersi dalle aggressioni degli “Esterni”, di sopravvivere con quel poco che rimane dimenticando gli agi a cui la società dei consumi ci ha abituati. L’uomo verticale è l’uomo che ha perduto la sua forza di reggersi in verticale, sulle sue gambe, ma nel momento stesso in cui tutto pare perduto, in cui risulta sconfitto, riesce a rialzarsi. Sarà la potenza dei racconti, della tradizione orale, della memoria, della cultura, a porre le basi per un nuovo e diverso futuro: a Leonardo è questo ciò che si chiede, non dimenticare i suoi racconti. “Hai letto tante storie, trovane una che vada bene per me. Non importa se non è tua”. Davide Longo, nato a Carmagnola nel 1971 e autore di altri due romanzi e di libri d’arte e per bambini, ci regala un’opera durissima e aspra, quasi una premonizione di ciò che potrà divenire l’Italia se continuiamo a lasciarla scivolare lungo questo piano inclinato.

 

 

 

 
 
 
 
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