L'usignolo e la rosa e altri racconti

L'usignolo e la rosa e altri racconti
La statua del principe felice, al centro della piazza della città, osserva inerme dall’alto del suo piedistallo le miserie materiali e umane dei suoi abitanti. Nobile d’animo, chiede un giorno ad un rondinotto in volo per l’Egitto che si era posato sulla sua spalla di privarlo dei suoi averi - la lamina d’oro che lo riveste, le pietre preziose dell’elsa della spada e i suoi occhi di zaffiro – per sanare le piaghe dei poveri. Impietosito dalla cecità del principe, il rondinotto decide di non abbandonarlo più… Un usignolo sacrifica la sua vita per regalare ad un giovane innamorato una rosa rossa tinta del sangue del proprio cuore per conquistare l’amore della sua amata al ballo, ma questa, accattivata dalle ricchezze del figlio del ciambellano, schernisce i sentimenti del giovane studente… Una sfavillante festa viene organizzata per il compleanno dell’Infanta di Spagna: giochi, maschere e una girandola di balli sfilano in suo onore davanti agli occhi di mille bambini che si sbellicano dalle risa di fronte alla goffa abilità di un piccolo nano che scambia quelle effusioni di piacere per amore del duro cuore della piccola principessa… Un razzo si pavoneggia della sua bellezza di fronte agli altri fuochi pirotecnici, beandosi dello spettacolo che darà di se stesso la notte del matrimonio dei reali, ma la sua scempiaggine gli riserva un ben diverso finale…
Nove racconti pennellati dalla fantasia di Wilde nei quali paggi, nani, re, principesse, meravigliose figure infantili e adolescenziali si avvicendano e si muovono liberi in ambienti di sogno che echeggiano alla filosofia dell’autore, promotore e seguace della Bellezza. Culto del lusso, ricerca della perfezione, elogio della ricchezza esasperata all’eccesso e fino alle estreme conseguenze è solo il messaggio di superficie di queste mirabili favole. Infatti se se ne gratta il lindore abbagliante della materialità e della felicità apparente, facilmente ci si accorgerà come nessuno dei racconti sia privo di una morale. È impossibile ignorare il volto del dolore nella madre mendicante misconosciuta dal figlio, restare sordi alla sofferenza inferta da una spina al cuore dell’usignolo che sacrifica all’amore il respiro della sua vita, non si può non cogliere la dimensione tragica dell’intera esistenza nella simbologia del nano deforme o la guerra al potere e ad ogni sua forma di cui l’autore non riconosce la legittimità. Non si può restare immobili di fronte al male che volontariamente o inconsciamente viene inflitto agli altri, non si può non riflettere sull’egoismo del gigante, tanto evidente come le sue proporzioni, e sulla fragilità del bambino ferito. Quella che scaturisce da queste pagine è una analisi critica - attraverso un guanto di velluto - dei bubboni nascosti, dei sentimentalismi e delle bonarietà che abbracciano l’intero universo di cui ciascuno ne è parte e che tutti possono comprendere. Ed ecco la ragione per cui la raccolta di racconti è indicata ad un lettore maturo e accorto alla parte più intima dello scrittore, alle sue riflessioni di uomo conoscitore del mondo e della vita, ed ai bambini che di esse coglieranno solo il dolce sorriso di folletti danzanti su un mondo in bilico di cui la trasparenza dei loro occhi avrà tempo per scoprirne i delicati e fragili equilibri.

 

 

 

 
 
 
 
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