Lysandra - Gladiatrice di Sparta

Lysandra - Gladiatrice di Sparta
Asia Minore. Lysandra è assorta in profondi pensieri. La pila di carte sta crescendo nel tempio consacrato in onore degli dei, lì dove un tempo si ergeva il vecchio ludus. Lì dove si aveva la necessità assoluta di allenarsi ora è urgente il lavoro per gli scribi. Forte e abile, Varia, non è più una schiava-bambina, la gladiatrix prima l’ha addestrata e liberata ma non crede sia pronta per combattere. Il litigio con la giovane, di pochi momenti prima, unito al rimorso per le scartoffie ancora da controllare, le ha tolto il vigore. Nella sua Deiopolis, il tempio dedicato alla dea Atena è un rifugio, verso il quale Lysandra, alla fine di quella faticosa giornata, si reca consapevole del fatto che soltanto l’eccitazione delle più difficili vittorie possa essere paragonata all’estasi provata sentendosi in comunione con la valorosa Pallade Atena…
Il sequel de La gladiatrice è all’altezza delle aspettative. La determinazione ed evidenziazione del personaggio di Lysandra, la gladiatrice di Sparta, insieme alla ricostruzione romanzesca delle campagne militari nelle terre dei Geti e dei Daci sotto la dinastia imperiale flavia, sono i punti di forza della narrazione, la quale, nella parte dedicata al tribuno romano Gaio Minervino Valeriano, è sapientemente caratterizzata da una giusta dose di suspense, interpretando Whitfield lo shock delle imboscate e la paura delle pur veterane truppe nel cuore della Dacia: «Lontano da casa e nell’abbraccio misterioso delle selve dell’Europa orientale, anche il meno impressionabile dei soldati poteva cominciare a vedere demoni fra le ombre. Valeriano doveva ammettere che la foresta provocava una sensazione di irrealtà; una strana malevolenza sembrava permeare la nebbia, come se il suolo stesso si infuriasse davanti alla presenza degli invasori occidentali». Gli spettacoli gladiatori, cionondimeno, sono ancora al centro della scena e la gladiatrix prima dell’Asia Minore, alla luce delle torce, ammalierà sempre. La quotidianità del ludus, però, cede il passo all’avventura e agli incontri. Da sottolineare l’ingresso di nuovi personaggi vicini a Lysandra e del nuovo volto di Illeana. Ritornano, del resto, anche due personaggi, Varia e Telemaco, decisivi nel cammino in salita della spartana: «Se Lysandra di Sparta doveva trovare la pace, sarebbe stato solo al servizio della sua dea. […] Ankhsy le aveva chiesto una volta dov’era casa sua e, mentre Morfeo l’abbracciava, Lysandra si era resa conto che non era a Sparta e neanche in Asia Minore. La sua casa era l’arena: l’unico posto in cui si sentisse davvero viva. Il suo destino era combattere per Atena». Un'inattesa, infine, sorprendente conclusione, che ci terrà sospesi fino alla pubblicazione del terzo volume della saga.

 

 

 

 
 
 
 
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