Macchine come me

Macchine come me
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La prima linea di produzione conta solo venticinque esemplari: dodici Adam, tredici Eve. Le Eve sono andate a ruba - si vocifera che sette esemplari siano a Riad - ma anche un Adam, nonostante il costo di 86.000 sterline, è un richiamo irresistibile per Charlie Friend, trentenne appassionato di tecnologia con un diploma da antropologo in tasca che passa le giornate on-line a giocare in borsa, di recente entrato in possesso della somma derivante dalla vendita della casa della madre. Del resto ne ha uno identico anche sir Alan Turing, “eroe di guerra, genio e nume tutelare dell'era digitale”: Adam ed Eve sono i primi esemplari di “autentico umano artificiale dotato di fisico ed intelligenza realistici, movimenti ed espressioni facciali verosimili”, il cui comportamento, le cui personalità dipendono da un sofisticato processo di apprendimento, alla cui base c’è un algoritmo scritto dallo stesso Turing. Charlie ha un piano: utilizzare Adam per dare una svolta al rapporto di amicizia con Miranda, la bellissima studentessa di ventidue anni che occupa l’appartamento sopra il suo, di cui si sta scoprendo innamorato e su cui inizia a fantasticare un futuro di stabilità e famiglia. Le chiederà di contribuire alla costruzione della personalità dell’androide. Peccato che pochi istanti prima che lei bussi alla sua porta per una cena che lui spera indimenticabile, Adam, da poco pienamente funzionante, sussurri quella frase che insinua nei pensieri di Charlie un dubbio atroce: “esiste la possibilità che sia bugiarda. Una bugiarda cronica e fraudolenta”...

“Potremmo trovarci di fronte a una condizione limite, a un confine che ci siamo imposti da soli. Abbiamo creato una macchina intelligente e consapevole e l’abbiamo gettata nel nostro mondo imperfetto. Ideata in base ai principî generali della ragione, ben disposta nei confronti dell’altro, una mente di questo tipo precipita ben presto dentro una bufera di contraddizioni. […] Viviamo circondati da questi tormenti e non siamo neppure stupiti di riuscire comunque a rimediare un po’ di felicità, e addirittura amore. La mente artificiale non ha le stesse difese. […] Sunt lacrimae rerum: ci sono lacrime nella natura delle cose. Nessuno di noi sa, per il momento, come codificare questa percezione”. 1982: nella linea temporale ucronica di Macchine come me - e persone come voi (Machines Like Me and People Like You in originale), Alan Turing non ha subito l’onta delle persecuzioni da parte delle autorità britanniche a causa della sua omosessualità, e non si è tolto la vita a 41 anni, dopo aver dato un contributo fondamentale alla vittoria della Seconda guerra mondiale con il suo lavoro di crittografo e la decifrazione delle comunicazioni naziste: ha ricevuto riconoscimenti ed onori - una sua statua troneggia all’esterno del palazzo del Ministero della Difesa - abita a Londra, nel quartiere di Camden, ed ha potuto proseguire e sviluppare il suo lavoro pionieristico sull’intelligenza artificiale. Il Regno Unito ha perso la guerra delle Falkland contro l’Argentina, John Lennon è vivo, e dopo dodici anni di separazione i Beatles si sono ricostituiti ed hanno pubblicato Love and Lemons, un nuovo pomposo album in cui si sono avvalsi di un’orchestra sinfonica. Del resto “il presente è la più fragile tra le strutture improbabili. Poteva essere diverso. In qualunque sua parte, come nel suo complesso, poteva costituirsi altrimenti. Il che vale per i massimi sistemi e per le piccolissime cose”. Ian McEwan usa l’artificio letterario di un romanzo ucronico dagli ingranaggi perfetti per raccontare di umane fragilità, di un pensiero e di una consapevolezza che si scontrano con le “lacrime nella natura delle cose”, come nella celebre espressione dell’Eneide; di un’angoscia esistenziale addirittura insostenibile per una forma di coscienza costruita su valori morali irrinunciabili che sfociano in comportamenti che non prevedono compromessi. Macchine come me è una riflessione disincantata sulla natura umana che prova ad offrire una traccia filosofica e interpretativa del presente, sullo sfondo di un sistema economico che spinge verso innovazione, competitività e non protegge il lavoro, di un capitalismo finanziario che accentua la forbice sociale e crea disparità e povertà, sull’impatto che potrebbe avere sulla nostra stessa esistenza la creazione di una specie capace di pensare ed agire in modo più rapido, efficace, moralmente ineccepibile rispetto a noi esseri umani. Un romanzo destinato a diventare un classico, che nella libreria troverà idealmente posto accanto a La strada di McCarthy.



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